Dagli Angelucci ai Maio

Il campionato 2003-2004 viene segnato dalla scomparsa di Ezio Angelucci: a novembre lo storico presidente rossonero viene a mancare, e la guida del club passa al figlio Riccardo. La squadra, affidata da quest’anno al tecnico Rosolino Puccica, si mantiene tuttavia nei quartieri alti della classifica: si piazza al sesto posto ad appena 3 punti dal Benevento che accede ai play off. Tra l’altro, tra le squadre ammesse agli spareggi per la promozione in B c’è la Viterbese, che a fine stagione fallirà. A pochi punti dai play off si piazza anche il Lanciano allenato da Maurizio Pellegrino l’anno dopo, con la squadra che annovera in organico il capocannoniere del girone Andrea Soncin.

Un netto ridimensionamento delle ambizioni del club si registra per il torneo 2005-2006. Riccardo Angelucci punta su un tecnico emergente, Francesco Monaco, già calciatore nonché capitano del Lanciano nella C2 1986-87, e reduce dalle esperienza con la Primaversa dell’Ascoli e come secondo sulla panchina della Lucchese, squadra con la quale ha consumato quasi tutta la sua carriera di calciatore. La scelta di Monaco, come testimoniano anche i risultati successi del tecnico. Si rivela tuttavia quantomeno azzeccata: i rossoneri, pur con un organico risicato, si salvano. Tra i giovani più promettenti in squadra ci sono Salvatore Bocchetti, Davide Caremi e Francesco Di Gennaro; torna inoltre a vestire la maglia del Lanciano Luca Leone, protagonista della scalata dall’Eccellenza alla C1 tra il 1998 e il 2001.

Il 2006-2007 è soprattutto l’anno che porta al passaggio di mano della famiglia Angelucci. Già in precedenza si era parla di una possibile cessione del club a una cordata della quale fa parte l’ex calciatore della Lazio Giorgio Chinaglia, ma non se ne era fatto nulla. Nell’estate 2006 invece la società viene ceduta a Paolo Di Stanislao e Giuseppe Ielo, che però dopo alcune settimane quest’ultimo si defila. Di Stanislao, dopo un paio di anni di alti e bassi in campo, tra grandi promosse e rapporti sempre più tesi con la piazza, conduce la società al fallimento, dichiarato nell’aprile del 2008.

Nello stesso periodo la formazione allenata da Francesco Moriero, nonostante una buona partenza, conosce un drastico calo di risultati, ai quali si sommano i punti di penalizzazione ricevuti a causa delle mancanze della società. In campo arriva la retrocessione ai play out persi contro la Juve Stabia, ma fortunatamente al salvataggio del titolo sportivo grazie alla famiglia Maio, si somma anche il ripescaggio (ufficiale a luglio) e quindi la possibilità di giocare ancora nella terza serie nazionale, che si appresta a cambiare nome in Prima divisione.

Con le ultime partite di campionato da giocare, i Maio delineano i contorni della nuova società: Franco Maio, imprenditore nel settore dello smaltimento dei rifiuti, assume la presidenza onoraria del club, mentre la figlia Valentina ne è la presidentessa e il figlio Guglielmo vicepresidente e amministratore delegato. La società riassume la storica denominazione Virtus, nella dicitura completa Società Sportiva Virtus Lanciano 1924, dall’anno in cui è stato redatto il primo statuto del club tuttora conservato.

Dopo tre stagioni di Lega Pro nelle quali la squadra parte con progetti ambiziosi che non si concretizzano, proprio quando la famiglia Maio manifesta la volontà di mollare, arriva l’insperata promozione in Serie B: al termine del campionato 2011-2012, con Carmine Gautieri in panchina, per la prima volta Lanciano accede nella divisione cadetta.

I rossoneri conquistano per tre stagioni la salvezza, prima con Gautieri e poi con Marco Baroni e Roberto D’Aversa. Fatale è però il campionato 2015-2016: una gestione societaria disastrosa porta la Virtus ad accumulare 4 punti di penalizzazione, che costringono la squadra ai play out che vede i frentani sconfitti per mano della Salernitana. Dopo la retrocessione, i Maio non iscrivono il club in Lega Pro. Falliti diversi tentativi di affiliare una nuova società in Serie D o in Eccellenza, la prima squadra di Lanciano nella gerarchia calcistica federale diventa la Marcianese, che milita in Prima Categoria.