Dalla Virtus alla Pro Lanciano

Dal campionato 1959-60, grazie alla fusione con un’altra squadra cittadina, il Borgo, nasce la Pro Lanciano. Il club per qualche anno conserverà i colori sociali giallo e azzurro utilizzati dal Borgo e mutuati dallo stemma della città, e solo nel campionato 1962-63 tornerà a indossare eslusivamente le maglie rossonere a strisce verticali che hanno contraddistinto la Virtus Lanciano fin dai primi anni di attività. La Pro Lanciano milita per diversi anni nel torneo di Prima Categoria, campionato regionale e quinto livello del calcio italiano: la squadra è composta da un nucleo consolidato di giocatori locali, integrato da altri elementi comunque sempre di origine abruzzese.

Nel 1963-64 il club sfiora la Promozione in serie D, mancata a causa della sconfitta nello spareggio contro il Termoli: 1-1 a Ortona e 2-0 per i molisani nella ripetizione a Pescara. Il tanto agognato salto di categoria arriva al termine della stagione 1967-68, quando la squadra che il presidente Mimì Di Lallo affida al tecnico Rinaldo Olivieri prima si impone nel proprio girone con ben dieci punti di distacco sul Roseto secondo in classifica, e in seguito batte nello spareggio il Teramo, vincendo 1-0 in casa e 0-2 in trasferta.

Negli anni seguenti la Pro Lanciano partecipa con buoni risultati ai vari campionati di serie D, raggiungendo sempre una salvezza tranquilla. Tra gli eventi rilevanti per il calcio rossonero in questo periodo è da ricordare la costruzione del nuovo stadio nel quartiere Cappuccini, che sostituisce l’impianto di Villa delle Rose, oggi intitolato a Enrico Esposito: lo stadio è stato inaugurato il 21 settembre 1969, e dal 2001 è intitolato a Guido Biondi, ex calciatore di serie A nato a Lanciano.