Il nuovo Lanciano ha già un nuovo stemma





Lo stemma del Lanciano Calcio 1920 non sarà quello presentato allo stadio in occasione della fondazione del 20 maggio scorso, ma uno nuovo di zecca confezionato dallo staff del neopresidente Fabio De Vincentiis, che lunedì si presenta a città e tifosi.

Lo stemma sul manifesto che annuncia la presentazione di lunedì

Lo scudo che caratterizzà il nuovo corso rossonero è stato concepito con l’idea di includere richiami sia alla città sia all’hinterland, e perciò vengono citati la grande tradizione storica di Lanciano e l’antica popolazione dei frentani. Il logo definitivo tuttavia potrebbe subire qualche aggiustamento: ad esempio in molti reclamano un tratto distintivo come lo stemma cittadino. Ad ogni modo, la versione definitiva dello scudetto del Lanciano 1920 sarà resa nota quando, la prossima settimana, De Vincentiis varerà il piano di marketing della società.



Ecco il Lanciano Calcio 1920: con l’assemblea allo stadio nasce il nuovo club rossonero

Il Lanciano Calcio 1920 è nato: la Marcianese ha deliberato oggi il cambio di denominazione, sancendo così la fondazione del club destinato a raccogliere intorno a sé i tifosi rossoneri orfani della vecchia Virtus e di ben altri palcoscenici sportivi.




L’atto costitutivo della società è stato varato questo pomeriggio nell’ex sala stampa dello stadio Biondi alla presenza di una cinquantina tra sportivi e soci, e con l’intervento di un testimonial d’eccezione come Adriano Ferreira Pinto, indimenticato ex della SS Lanciano di Ezio Angelucci. Presenti, con tanto di “pezze” alle pareti, anche i principali gruppi ultras rossoneri, Lancianesi e Frentani Non Tesserati, segno importante di come la tifoseria frentana sia pronta a riconoscersi nel nuovo club.

Adriano Ferrerira Pinto accolto al suo arrivo allo stadio Biondi

Il presidente del redivivo sodalizio frentano è Giancarlo Micolucci, già a capo dell’associazione Lanciano Rossonera che durante la stagione appena conclusa ha sostenuto la Marcianese; l’incarico di vicepresidente è stato assegnato a Luigi De Rosa; segretario e tesoriere è invece Alfredo Bomba, ultimo presidente della Marcianese.




Micolucci e De Rosa sono anche i rappresentati di Lanciano Rossonera all’interno del direttivo del nuovo club, come deliberato dall’assemblea dell’associazione che, sempre nella sala stampa dello stadio, ha preceduto quella della Marcianese.

L’assemblea di Lanciano Rossonera che ha preceduto quella della Marcianese

Entrano inoltre a far parte del direttivo eletto dai soci del neonato sodalizio Michele Laccisaglia, anche lui dirigente storico della Marcianese, Leonardo Di Florio che svolgerà le funzioni di direttore sportivo, Luigi Toppeta e Mario Giancristofaro.




I soci fondatori sono complessivamente quindici: oltre ai succitati componenti del direttivo ci sono Cristian Bomba, Enrico Ciannamea, Fabio Di Giacomo, Gabriele Di Bucchianico, Francesco Di Lello, Alessandro Flaminio, Alessandro Gazzaniga e il sindaco Mario Pupillo.


Leo Marongiu in rappresentanza del Comune e Ferreira Pinto scoprono lo stemma

 

A breve altri soci (per diventarlo bisogna versare la quota annuale di 500 euro) potrebbero entrare con la qualifica di “fondatori”, ma la società è comunque, anche più in là, è aperta alle adesioni e al sostegno di chiunque: «Dopo questo primo passo serve un organico maggiore», ha infatti spiegato Micolucci, «c’è spazio per entrare nell’organigramma societario, e chiediamo anche che i non soci diano una mano con varie mansioni, perché il lavoro da fare per far rinascere il calcio lancianese è tanto».




«La nostra è una posizione ad interim», ha inoltre chiarito il presidente, «attualmente questa è la strada migliore per portare avanti i colori rossoneri, ma abbiamo detto e sottoscritto che appena arriva una soluzione diversa, e soprattutto migliore, noi siamo pronti a fare un passo indietro per lasciar posto a chi vuole investire con più capacità più possibilità di noi».

Alle 18:20 l’assemblea applaude la nascita dell’Asd Lanciano Calcio 1920

«Abbiamo contattato e stiamo contattando imprenditori a vari livelli, qualcuno si è proposto e qualcun altro lo abbiamo cercato noi», ha riferito Micolucci, «finora abbiamo ricevuto garanzie di supporto con sponsorizzazioni, ma nessun impegno in prima fila. Continuiamo a lavorare su questo fronte», ha proseguito il presidente, «sarà nostra premura annunciare agli sportivi, con la massima premura, se e come cambieranno le cose, perché questa squadra non è nostra ma di tutta la città e di tutti i tifosi di Lanciano».




Una festa in piazza intorno a luglio dovrebbe lanciare la prossima stagione del Lanciano Calcio 1920, che per ora è destinato a partecipare al campionato di Prima Categoria, che la Marcianese ha concluso al settimo posto. Ad ogni modo, una volta sbrigate le formalità burocratiche per il cambiamento del nome, saranno avviate anche quelle per presentare la domanda di ripescaggio in Promozione.

Membri del consiglio direttivo e soci della nuova società rossonera

«Abbiamo avviato questo cammino perché non potevamo restare eternamente in attesa del messia e la prossima stagione è alle porte», ha affermato Toppeta, «siamo Lanciano: una squadra e una piazza come noi non può pensare di non vincere in un campionato del genere, e per vincere bisogna programmare per tempo. Faremo la domanda di ripescaggio, certo, ma in questo momento non possiamo offrire né garanzie né illusioni: adesso siamo in Prima Categoria, ma qualunque sia il campionato partiamo per vincerlo».




Toppeta ha colto l’occasione pure per dare chiarimenti importanti su «molte voci, spesso “fantascientifiche”, che in questi mesi si sono rincorse in città: dai Maio che compravano il Miglianico alla possibilità di iscrivere Lanciano in Serie D. Norme della Figc alla mano», ha spiegato l’avvocato lancianese, «la fusione con una squadra di categoria superiore si può fare solo se la squadra è della stessa Provincia, e per spostare la sede le due società devono essere di Comuni confinanti (come ad esempio avvenuto tra Chieti Fc e Torre Alex Cepegatti, ndr)».

L’avvocato Toppeta chiarisce voci e “leggende” su ripescaggi e fusioni

«Ed è comunque difficile pensare che nella zona qualcuno passi la mano per fare spazio a noi», ha sottolineato Toppeta, «per quanto riguarda invece la Serie D, non esiste nessuna norma federale che, dopo un anno di inattività, consente di rientrare nel campionato interregionale: anche la vecchia Virtus, volendo, al massimo potrebbe iscriversi in Terza Categoria».




«Se non ci piace parlare di queste categorie c’è solo un modo per andarsene via di qui: vincere i campionati», ha concluso Toppeta, che ha annunciato che dalla prossima settimana il direttivo del nuovo Lanciano sarà al lavoro per indicare, entro una decina di giorni, l’allenatore con il quale impostare la squadra: «Perché chi ha ambizioni deve muoversi in anticipo», ha concluso Toppeta prima di lasciare l’ultima parola a Emilio Pellicciotta, storico speaker dello stadio, che ha salutato l’assemblea con il suo altrettanto storico «E sempre forza Lanciano!».


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