Verso Lanciano-Tre Ville: un paio di dubbi di formazione per problemi fisici

In vista della gara interna con il Tre Ville, in programma domenica alle 14:30, in casa rossonera si registra qualche problema in infermeria, e contro i gialloverdi potrebbero esserci diverse defezioni.




Alessandro Tarquini, dopo due settimane di stop, resta in dubbio per il match del Biondi. Non dovrebbe avere problemi Pablo Val, nonostante da alcune settimane sia alle prese con noie fisiche a causa delle quali è stato sostituito a gara in corso. Ai “soliti noti” si aggiunge Alessio Natalini, anche lui in dubbio per il Tre Ville una botta rimediata nei giorni scorsi.

La formazione titolare nell’ultima partita a Cupello

«Il fattore positivo», spiega l’allenatore Alessandro Del Grosso, «è che gli infortuni con cui abbiamo a che fare sono tutti conseguenze di contusioni, quindi si spera, nel breve periodo, di recuperare tutti gli acciaccati per avere la rosa al completo. Se così non dovesse essere attingeremo dalla rosa della juniores, come abbiamo fatto fino ad oggi».




All’assenza di Tarquini, con tutta probabilità, si ovvierebbe con l’inserimento di Alex Cianci o con la conferma di Omar Shipple esterno d’attacco. A centrocampo le alternative sono l’inserimento di Shipple, o Gianluca Rullo davanti alla difesa con lo spostamento di Quintiliani a sinistra. Se mancasse anche Alessio Natalini, la soluzione più probabile è lo spostamento di Filippo Boccanera in mezzo alla difesa, con Domenico Giancristofaro terzino destro.

Pablo Val, da Buenos Aires a Lanciano passando per Madrid

Riquelme l’idolo, l’Independiente la squadra del cuore, l’impatto col Vecchio Continente: il centrocampista argentino rossonero, classe 1995, si racconta. Dalle giovanili nel Platense, passando per Superclásico e Albiceleste, fino all’arrivo in Abruzzo: «Nostalgia di casa? Sì, ma in tanti vorrebbero essere qui: è come ripartire dalla Serie C con l’Inter»




Pablo Val, partiamo dai suoi inizi in Argentina: dove giocava nel suo Paese e come è sbarcato in Europa?
«Ho iniziato con il Platense, un club che oggi milita nella Primera B Metropolitana, la terza divisione argentina: ho fatto tutta la trafila delle giovanili lì, fino alla vittoria del campionato nazionale under 19, l’equivalente della vostra Primavera. Successivamente mi sono trasferito al Talleres, un altro club di terza divisione: lì è stata la prima esperienza tra i professionisti, avevo 18 anni e non ho fatto molte presenze. Nella stagione successiva erano intenzionati a tenermi, ma in estate decisi di trasferirmi in Spagna, al Puerta Bonita, grazie ad un procuratore argentino».

In Spagna che esperienza è stata? Quanto ha faticato ad ambientarsi nel Vecchio Continente?
«L’Europa è un altro mondo, ci sono più educazione e più rispetto. In Spagna è stata la mia prima esperienza lontano migliaia di chilometri dalla mia famiglia a Buenos Aires. In pratica a 19 anni mi sono ritrovato a dovermi gestire da solo in una grande capitale, Madrid, di un continente distante non solo geograficamente, ma proprio come stile di vita da tutto ciò a cui ero abituato dalla nascita. Al Puerta Bonita è stata un’avventura che mi ha fatto crescere tantissimo soprattutto sotto il punto di vista umano per le ragioni che ho elencato in precedenza… diciamo che è lì che ho cominciato ad essere un “uomo”».

Pablo posa insieme a un compagno di squadra con la divisa del Club Atlético Platense

Dal Puerta Bonita alla Civitanovese, ci racconti…
«Passare da Buenos Aires e Madrid a Civitanova Marche diciamo che è stato un cambio radicale a livello di vita: Civitanova non è neanche un quartiere di Madrid, ma comunque l’ambientamento non è stato difficile. Sono arrivato lì grazie a un altro procuratore, però questa volta le cose non sono andate troppo bene: la Civitanovese ha avuto problemi societari seri, e quindi sono stato costretto ad andarmene a Penne».

Dove invece si è tolto delle belle soddisfazioni, giusto?
«Sì, lì ho trovato brave persone e molto competenti. A metà campionato avevamo 13 punti, eravamo praticamente condannati alla retrocessione. Poi, con un grande mercato di riparazione, abbiamo raggiunto una salvezza miracolosa: nel solo girone di ritorno abbiamo fatto 40 punti, siamo riusciti a salvarci uscendo a testa alta anche dalla zona play out. Sono rimasto molto amico di Antonio Mergiotti, che era il direttore a Penne, e che ora fa parte dell’organigramma societario qui a Lanciano».




Quali differenze sostanziali ha notato tra l’Argentina, la Spagna e l’Italia?
«L’Italia è sicuramente il Paese dove mi sono trovato meglio, forse perché ci sono arrivato già con qualche anno d’esperienza alle spalle. La gente qui è stata molto accogliente e mi sono sentito subito “a casa”. A livello calcistico diciamo che sia in Spagna, sia in Italia, si lavora molto di più sotto il punto di vista tattico rispetto all’Argentina. A Madrid poi ci tenevano spesso intere giornate a guardare i filmati delle partite in televisione; qui invece si lavora molto sul campo. Naturalmente poi tutto cambia anche a seconda dell’allenatore che si trova sul proprio percorso».

Da Buenos Aires a Lanciano, passando per Madrid: come è arrivato in Frentania?
«Mi ha portato qui proprio Antonio Mergiotti, anche se già conoscevo la società dato che l’anno scorso abbiamo affrontato il Francavilla in Eccellenza. È stata sicuramente una scelta azzeccata, nonostante la categoria oggi è quella che è. Abbiamo un grande gruppo e sono sereno, anche perché mi trovo bene in una città che è senz’altro la più adatta a me da quando ho intrapreso questo cammino intercontinentale. Non conoscevo il Lanciano come squadra, ma quando mi sono informato e ho letto la storia degli ultimi decenni, sono rimasto davvero inorgoglito dalla chiamata. Mi sento come se stessi giocando nell’Inter fallita e ripartita dalla Serie C… sono convinto che tanta gente vorrebbe essere al mio posto, e questo stato d’animo non potrà che crescere nel corso dei prossimi anni».

Una formazione del Puerta Bonita: Val è il secondo accosciato da destra

Si è appassionato al calcio italiano?
«Sì, seguo molto la Serie A e oggi sono innamorato del gioco espresso dal Napoli di Sarri. Nonostante questo, sono da diversi anni un tifoso interista: l’Inter ha avuto una grandissima tradizione di giocatori argentini, e forse è proprio questo il motivo che mi ha spinto a tifarla».

C’è un idolo che l’ha segnata fin da bambino?
«Sicuramente Juan Román Riquelme. L’ho visto giocare nel Boca Juniors per molti anni, e quello che faceva lui col pallone l’ho visto fare a pochissimi altri: era un fenomeno assoluto».

A questo proposito proprio domenica ci sarà il Superclásico al Monumental, Boca Juniors-River Plate; mi sembra anche suprefluo chiederle per chi farà il tifo…
«Naturalmente tra le due Boca, anche se non è la mia squadra del cuore: fin da bambino sono tifosissimo dell’Independiente, il club in cui è cresciuto Diego Milito tra l’altro».




Chi vede favorito tra Boca e River?
«Il Boca credo sia più forte, ha dei grandi giocatori dalla sua parte tra cui Benedetto che è un idolo dei tifosi. Tuttavia il River è chiamato a fare la partita della vita: è appena uscito dalla Libertadores contro il Lanús, ma se vuole avere speranze di vincere deve puntare su Ignacio Scocco, un fuoriclasse che avrebbe meritato una grande occasione in Europa».

Qual è lo stato d’animo attorno alla nazionale argentina?
«La gente si è stufata di questi top player che non hanno mai portato a casa risultati. I tifosi iniziano a volere giocatori “operai”, che sputano sangue per l’Albiceleste, ed è per questo che ci sono state varie esclusioni eccellenti nelle ultime convocazioni: non esiste che l’Argentina arrivi a rischiare di non partecipare al mondiale!».

La vedo ancora molto attaccato alla sua terra d’origine: Ha nostalgia di casa?
«Sì, mi mancano molto i miei familiari e i miei amici, e sarebbe terribile se non mi trovassi bene qui in Italia. Per il momento torno ogni 5 mesi a Buenos Aires, e deve bastarmi questo. Non nascondo che mi fa male vedere i miei compagni di squadra tornare dalle famiglie appena possono, ma devo accettarlo».

Il centrocampista argentino in campo al Biondi

L’abbiamo vista schierata sia nel ruolo di trequartista sia da mezzala: qual è la posizione in cui si trova meglio?
«Sicuramente da mezzala, perché credo di avere più attitudini nel recupero del pallone anche sulle seconde palle; lavoro molto per la squadra ma ho molto da migliorare nella fase di impostazione del gioco».

In vista della partita di domenica come si sente fisicamente e che partita si aspetta a Cupello?
«Ho preso una brutta botta alla coscia a San Salvo, e tre giorni di recupero diciamo che non sono stati del tutto sufficienti. Infatti con il Fresa non ho fatto la partita che volevo: non mi sentivo bene fisicamente ed ero anche abbastanza nervoso per questo motivo. Dopo la partita abbiamo fatto un lavoro di scarico ed ora mi sento decisamente meglio; credo che per la trasferta di Cupello sarò al 100%, ma ovviamente le scelte spettano al mister. Sicuramente sarà una gara complicata, anche perché troveremo di fronte a noi una squadra che probabilmente se la giocherà per i play off. Naturalmente il nostro obiettivo è sempre lo stesso a prescindere dalla controparte: dobbiamo vincere».

 

Il dopo partita in casa rossonera: «Bisognava chiuderla prima»

Le dichiarazioni dopo la vittoria con l’Atessa di Natalini, Val e Di Gennaro




«Sono molto contento della rete e della vittoria, ma le partite non bisogna solo vincerle, bisogna legittimarle: non possiamo permetterci di prendere gol con questa facilità»: il difensore del Lanciano, Alessio Natalini, festeggia la terza rete stagionale in rossonero segnata a Montemarcone, ma evidenzia anche ciò che è mancato con l’Atessa, e cioè la capacità di chiudere la gara.

«Sapevamo che sarebbe stata una partita dura, conoscevamo l’avversario e ci siamo preparati per affrontarlo a dovere», aggiunge Natalini, che non manca un’annotazione sul pubblico: «I tifosi sono spettacolari», dice il difensore, «tutti noi sapevamo che piazza è stata Lanciano nella storia, ed eravamo consapevoli di quello che il tifo rossonero ci poteva offrire: dobbiamo lavorare di più e dobbiamo farlo soprattutto per loro».

Il centrocampista argentino del Lanciano, Pablo Val

Per quanto riguarda la partita, il centrocampista argentino Pablo Val è sulla stessa lunghezza d’onda di Natalini: «Le partite iniziano tutte 0-0 e gli avversari sono 11 uomini come noi, nessuno ci sta a perdere», dichiara l’argentino, «quando facciamo gol spesso tendiamo a rilassarci e questo è un errore che non dobbiamo più ripetere. Sul 3-2 poteva succedere di tutto», continua Val, «per questo dobbiamo evitare che si arrivi all’ultimo minuto così: dobbiamo restare sempre “sul pezzo” e cercare di chiudere la partita».

«Fisicamente sto bene, ho già parlato col mister per dirgli che sono al 100%», spiega poi Val a proposito del suo cambio nell’intervallo in seguito a una botta, «la decisione di sostituirmi credo che fosse semplicemente a scopo precauzionale, e comunque per non rischiare di avere un giocatore acciaccato a centrocampo per tutto il secondo tempo».




Per Francesco Di Gennaro la rete segnata oggi contro l’Atessa Mario Tano è stata la prima in questo campionato: «Il gol in Prima Categoria mi mancava: diciamo che è un altro piccolo record, e speriamo di segnare anche in Eccellenza e in D col Lanciano», commenta l’attaccante, tornato sul campo di Montemarcone dove aveva giocato quando militava nel Gallipoli.

«Torno in questo stadio dove ho rimandato la festa per la promozione in B», ricorda il capitano rossonero, «proprio contro il Lanciano, ma festeggiammo la domenica dopo e andò bene ugualmente. Oggi l’Atessa ha fatto la partita della vita, come è giusto che sia», commenta infine sulla gara con i rossoblù, «quello che conta alla fine però sono i 3 punti, ed è stato importante ottenerli qui oggi, in una bella partita anche per il pubblico, oltretutto emozionante, visto che alla fine abbiamo rischiato abbastanza».

L’ARTICOLO SU ATESSA MARIO TANO-LANCIANO 2-3

IL CALENDARIO DI PRIMA CATEGORIA GIRONE B IN PDF

Sabato l’amichevole tra Lanciano e Penne

Rossoneri in campo alle 17:00 con un’altra squadra di Eccellenza: calciomercato e amichevoli estive degli ospiti. L’ex di turno è Val


Sabato 12 agosto alle 17:00 il Lanciano torna in campo al Biondi per affrontare il Penne nella terza amichevole estiva: un test che si annuncia più impegnativo rispetto a quello di mercoledì con il Miglianico, benché siano entrambe squadre di Eccellenza: i primi infatti sono ancora un cantiere aperto, mentre i biancorossi hanno già puntellato l’organico con diversi giocatori di categoria.




In questo calciomercato il Penne ha infatti pescato quasi tutti i rinforzi in Eccellenza. Dall’Acqua&Sapone Montesilvano sono stati presi il portiere Cristian D’Amico e il centrocampista Emanuele Pagliuca; dalla Curi Angolana il difensore Franco Carpegna e soprattutto l’attaccante Mario Orta, 20 gol l’anno scorso con la squadra di Città Sant’Angelo.

Orta con il presidente pennese Fabrizio Vecchiotti (dalla pagina Fb ASD PENNE 1920)

A rinforzare il reparto avanzato sono arrivati anche Cristian Cacciatore dal Pineto (Serie D) e l’esterno d’attacco Mattia Rodia, che nella stagione precedente ha segnato 10 gol con il Francavilla di De Vincentiis. È inoltre tornato in biancorosso l’esperto difensore, pennese di nascita, Francesco D’Addazio, fresco dalla vittoria della Promozione col Chieti Torre Alex. La panchina è stata invece affidata a Luigi Giandomenico, tecnico 49enne reduce dai play off nella Promozione marchigiana con il Trodica.




Il Penne ha iniziato la preparazione il 25 luglio, e nell’ultima settimana ha affrontato in amichevole due formazioni che militano nel girone B di Promozione: mercoledì ha battuto 1-3 il Villa 2015 a Francavilla con doppietta di Cacciatore e gol di Orta; sabato scorso ha superato in casa 4-0 Il Delfino Flacco Porto, considerato tra le favorite del girone B,, sempre con doppietta di Cacciatore e gol di Orta e D’Addazio. Ex di turno in casa rossonera è il trequartista argentino Pablo Val.

Val, ex biancorosso oggi al Lanciano, in azione contro il Miglianico

Il Penne ha concluso all’undicesimo posto il campionato di Eccellenza, categoria nella quale è tornato dopo sei anni di assenza vincendo la Promozione 2015-2016. I biancorossi sono stati l’ultima volta in Serie D nel 2006-2007, ma in precedenza avevano militato per 15 anni consecutivi in Interregionale/Cnd tra il 1981-82 e il 1995-96, e dal Dopoguerra in poi hanno quasi sempre preso parte al massimo campionato regionale.




I rossoneri hanno giocato 12 stagioni nello stesso campionato della squadra di Penne. Dopo il Campionato Abruzzese Misto del 1944-45, i frentani hanno affrontato i biancorossi altre 8 volte nel massimo torneo regionale (1946-47, 1952-53, 1953-54, 1954-55, 1959-60, 1964-65, 1996-97 e 1997-98), e 3 in Interregionale (1983-84, 1984-85 e 1985-86).

La Virtus Lanciano sul campo di Penne nel 1952-53 (foto dal sito ufficiale del Penne)

Le ultime sfide ufficiali tra le due squadre risalgono all’Eccellenza 1997-98: al Cinque Pini finì 3-0 con doppietta di Di Gioia e gol di Aureli, e in trasferta 1-1 con rigore di Ciccarelli e pareggio di Leone: il Lanciano concluse al primo posto conquistando la promozione in Cnd, mentre il Penne si piazzò terzo.

Shipple, Val e Tano: tris di volti nuovi per il Lanciano e conferma di capitan Rullo della Marcianese

Non solo abbonamenti. Anzi, paradossalmente le tessere della stagione 2017-2018 non sono state neanche il piatto forte della presentazione di questa sera nell’ex Casa di conversazione. All’appuntamento con i tifosi infatti il Lanciano ha presentato ben tre volti nuovi freschi di tesseramento, oltre ad alcuni giocatori già annunciati nei giorni scorsi, e agli ingaggio di Francesco Di Gennaro e di Gianluca Rullo che era il capitano della Marcianese.

Il ds Antonio Paciarella con Shipple

Gli sportivi rossoneri hanno avuto modo di conoscere Omar Shipple, esterno mancino d’attacco nato a Roma nel 1992, che nelle ultime quattro stagioni ha giocato nell’Amiternina (tre campionati di D e uno di Eccellenza). In precedenza Shipple aveva militato con il Sulmona in Eccellenza, dove ha conquistato una Coppa Italia Abruzzo (2011-12) e una promozione in Serie D (2012-13).




A rinforzare il centrocampo arriva invece l’argentino Pablo Val, nato a Buenos Aires nel 1995 e cresciuto nel Platense. L’anno scorso Val è stato in D con la Civitanovese e in Eccellenza con il Penne. È arrivato in Europa due anni fa per giocare con i madrileni del Puerta Bonita nella terza serie spagnola dopo l’esperienza nel Talleres, in seconda divisione argentina.

Gianluca Rullo, Pablo Val, Lorenzo Sardella e Filippo Boccanera

Piero Tano, atessano, è invece un portiere classe 2000 che torna a Lanciano dopo essersi formato nelle giovanili della Virtus. Come Mattia Di Vincenzo l’anno scorso è stato al Cupello, in Eccellenza, dove ha avuto modo di collezionare due presenze in prima squadra.




Oltre a Shipple, Val e Tano, gli altri calciatori già tesserati presenti erano Di Vincenzo e Filippo Boccanera che hanno firmato nei giorni scorsi; Mario Quintiliani e Lorenzo Sardella che già sono stati presentati ai tifosi; Di Gennaro che finalmente ha sciolto la riserva sul suo impiego come calciatore.

Piero Tano, Mario Quintiliani e Mattia Di Vincenzo

È inoltre in procinto di firmare per il Lanciano anche Gianluca Rullo, che fino alla scorsa stagione è stato il capitano della Marcianese. Nell’ultimo campionato di Prima Categoria il centrocampista rossonero ha segnato ben undici reti su calci piazzati. È stato lo stesso presidente Fabio De Vincentiis ad annunciare che Rullo, lancianese classe 1987, farà parte della rosa del Lanciano 2017-2018.