Aldo Liberato, bandiera rossonera di Castel Frentano

aldo liberato 1932

Aldo Liberato è stato una bandiera del calcio frentano degli anni ’30: attaccante versatile, capace di ricoprire più ruoli nel reparto avanzato, e sempre con profitto, è stato il giocatore più presente nelle squadre che hanno rappresentato Lanciano in questo decennio. Nato a Castel Frentano nel 1915, Liberato ha cominciato a calcare i campi di gioco lancianesi quando non aveva ancora compiuto 17 anni: nella primavera del 1932 partecipò infatti al campionato Ulic con la squadra del Fascio Giovanile, che a seconda delle necessità lo schierava come ala o come mezzala.

Nel 1933 viene integrato nei ranghi della Lanciano granata, e si afferma subito come uno dei pilastri della squadra. Scende in campo sempre come ala destra, e mette a segno la sua prima marcatura in una gara ufficiale nel combattuto derby casalingo contro il Chieti: è il gol del 2-3 nei minuti finali, che fa sperare i frentani nella clamorosa rimonta dopo essere stati sotto di tre reti.

aldo liberato 1934

Lanciano dopo qualche stagione di inattività torna a partecipare a un campionato federale nel 1937-38, con Giuseppe Baccilieri allenatore. Nella seconda parte del campionato l’attaccante castellino gioca con continuità, prima come ala destra e poi da centravanti. Chiude la stagione con la media di un gol a partita: quello più importante lo mette a segno di nuovo contro i teatini, su calcio di rigore. Non è un penalty qualsiasi, perché qualche domenica prima di tiri dal dischetto Liberato ne aveva falliti due contro il Pescara.

Stavolta la massima punizione viene concessa a due minuti dal termine di una gara combattutissima, su un terreno ai limiti della praticabilità, dove i frentani devono vendicare la sconfitta che all’andata è maturata in condizioni a dir poco rocambolesche, con il gol partita segnato mentre il portiere Ucci era coinvolto in un parapiglia con il pubblico della Civitella. Liberato si assume la responsabilità di calciare il rigore, e non sbaglia!

aldo liberato 1939

Nel 1938-39 Lanciano si affida al tecnico fiumano Riccardo Signori, che vede Liberato soprattutto come mezzala destra. L’attaccante rossonera conferma la sua capacità di adattamento, perché a volte gioca pure al centro dell’attacco o a mezzala sinistra. Conferma altresì le doti realizzative, così come farà nel successivo torneo di divisione regionale, quando a guidare i frentani torna Baccilieri. Soprattutto conferma un grande attaccamento alla squadra e una smodata voglia di giocare: chi è stato suo compagno di squadra, ricorda infatti che per allenarsi veniva due volte alla settimana a piedi a Lanciano da Castel Frentano.

Il 1939-40 è la stagione della promozione in Serie C, alla quale Liberato dà il suo contributo in tutti i settori del reparto offensivo. Come mezzala destra o sinistra, oppure da ala sinistra, è il giocatore più impiegato della squadra, nonché vicecannoniere dietro l’allenatore-giocatore Baccilieri, che è però anche (infallibile!) rigorista. L’avventura di Liberato in rossonero finisce praticamente qui, perché con la squadra che gioca in Serie C può disputare giusto qualche amichevole precampionato. All’orizzonte c’è la squadra infarcita di piemontesi ma soprattutto il secondo conflitto mondiale.

aldo liberato 1940

Nel Dopoguerra Liberato non lo rivediamo in campo, perché lascia l’Italia e si trasferisce in America. Qui gli viene diagnosticata una malattia che comporta l’amputazione di una gamba, ma lui non ne vuole sapere. Rifiuta l’intervento finché può, ma alla fine deve arrendersi e accettare l’operazione. Per il ragazzo di Castel Frentano che veniva a piedi a giocare a pallone a Lanciano è un dramma. L’intervento in sé va bene, ma lui non regge lo shock: qualche anno dopo, ai vecchi amici di Lanciano che chiedevano di lui, i compaesani raccontarono che rimase due mesi senza parlare prima di spegnersi.

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