I precedenti tra Lanciano e Atessa: il 5-1 del ’96 unico exploit rossoblù

Le due squadre si sono affrontate 18 volte tra il 1954 e il 1998: bilancio nettamente a favore dei rossoneri con 12 successi – Quattro derby giocati in Serie D – Venti anni fa in palio c’era la vittoria del campionato di Eccellenza




La trasferta del Lanciano in casa dell’Atessa Mario Tano è la partita di cartello della quinta giornata. Questa gara mette di fronte le due formazioni ancora a punteggio pieno e, Orsogna permettendo, potrebbe determinare la nuova capolista. Ma si affrontano anche i due club più blasonati del girone.

Infatti, dopo il Lanciano con i suoi lunghi trascorsi nel calcio professionistico, l’Atessa è l’unica squadra del raggruppamento a vantare una militanza in Serie D, nonché una quarantina di stagioni nel massimo torneo regionale. Inoltre, insieme a Orsogna e ovviamente a Lanciano, è l’altra città del campionato ad aver avuto una società affiliata alla Figc prima della Seconda guerra mondiale.

L’Atessa ha debuttato in una competizione federale nel campionato abruzzese di Seconda Divisione 1932-33, che metteva in palio la promozione alla Prima Divisione, terzo livello del calcio italiano. In quell’anno non incontrò il Lanciano, perché nel 1932 rimase inattivo per la seconda stagione consecutiva.

L’Atessa 1954-55 che per la prima volta affronta i rossoneri

Quella prima Atessa, affidata all’allenatore ungherese Giuseppe Prayer, ex calciatore del Venezia, ebbe vita breve, e solo nel Dopoguerra gli atessani tornarono a partecipare a tornei Figc. Nel 1953-54 la squadra, che veste maglia granata e non ancora rossoblù, vince lo spareggio giocato al Rampigna di Pescara con l’Acli Teramo, e viene promossa in Promozione, allora massimo torneo regionale dal quale si accedeva in Quarta Serie.

Tra il 1954 e il 1956 si giocano così le prime 4 delle 18 sfide ufficiali di campionato tra i rossoneri e gli atessani, che vedono sempre prevalere, in casa e in trasferta, la Virtus Lanciano, che nel 1956 viene poi promossa in Quarta Serie.




Il derby tra i due comuni confinanti torna a distanza di dieci anni, quando il massimo campionato regionale ha cambiato nome in Prima Categoria. È in casa nel 1966-67 che la formazione di Atessa coglie il primo di 5 pareggi coi lancianesi; invece nel 1967-68, stagione che vede i rossoneri dominatori incontrastati della Prima Categoria abruzzese, i rossoneri tornano a imporsi largamente.

In Serie D, a inizio anni ’70, si giocano i derby più “prestigiosi”. Nel 1973-74, quando l’Atessa si salva grazie a un buon piazzamento a metà classifica, i rossoblù riescono a strappare due pareggi. La Pro Lanciano torna a imporsi l’anno seguente, quando il penultimo posto costringe gli atessani alla retrocessione.

Tra l’altro l’ultimo Lanciano-Atessa in D fa registrare la rete da ex di Enrico Esposito, storica bandiera della Pro Lanciano nonché miglior marcatore di sempre in maglia rossonera, che scende in campo al Cinque Pini con i rossoblù, ed è l’unico calciatore ad aver segnato in questa sfida con entrambe le maglie.

Il Cinque Pini per il Lanciano-Atessa che promuove i rossoneri in Cnd

Lanciano-Atessa si rivede nei tornei regionali degli anni ’90, prima in Promozione nel 1992-93, e poi in Eccellenza, quando arriva anche il primo storico successo rossoblù, con un pesantissimo 5-1 nel settembre del 1996. Gli incontri dell’anno seguente, gli ultimi tra i due club fino a oggi, sono anche quelli giocati “più alla pari”: nell’Eccellenza 1997-98 infatti l’andata al Fonte Cicero vede affrontarsi il Lanciano secondo in classifica a -1 dalla capolista Renato Curi, e l’Atessa che a sua volta è 1 punto dietro i rossoneri.

La gara di ritorno vinta 1-0, all’ultima giornata di campionato, sarà infine quella decisiva per la promozione del Lanciano in Cnd. Sabato a Montemarcone le due formazioni tornano ad affrontarsi dopo 20 anni, di nuovo per una sfida d’alta classifica, anche se il palcoscenico non è il massimo torneo regionale come l’Eccellenza, bensì la Prima Categoria, terzo livello del calcio abruzzese.

TUTTE LE SFIDE TRA LANCIANO E ATESSA
Promozione 1954-55
Atessa-Virtus Lanciano 0-3 (reti: 2 Motti, D’Atri)
Virtus Lanciano-Atessa 3-0 (Motti, D’Atri, Benedetti)
Promozione 1955-56
Atessa-Virtus Lanciano 0-2 (2 Papa)
Virtus Lanciano-Atessa 6-1 (Balboni, 2 D’Atri, Pace, Frini, Papa, Rucci)
Prima Categoria 1966-67
Pro Lanciano-Atessa 2-1 (Stella, Zulli, Liberatore)
Atessa-Pro Lanciano 1-1 (Fontana I, Aquilano)
Prima Categoria 1967-68
Pro Lanciano-Atessa 5-1 (2 De Rentiis, 2 Esposto, Fontana II)
Atessa-Pro Lanciano 0-2 (De Rentiis, Esposito)
Serie D 1973-74
Atessa-Pro Lanciano 1-1 (Azzoni rig, Papponetti)
Pro Lanciano-Atessa 0-0
Serie D 1974-75
Atessa-Pro Lanciano 0-1 (Gambogi)
Pro Lanciano-Atessa 4-1 (2 Valbonesi, D’Ulisse, Abate, Esposito)
Promozione 1992-93
Lanciano 90-Atessa 2-1 (Canuto, Cancellier, Ranni)
Atessa-Lanciano 90 1-2 (Carosella 2 rig, De Marinis)
Eccellenza 1996-97
Atessa-Lanciano 90 5-1 (2 Carpineta, 2 D’Orazio, Scalingi, Di Matteo)
Lanciano 90-Atessa 0-0
Eccellenza 1997-98
Atessa-Lanciano 0-0
Lanciano-Atessa 1-0 (Aureli)

BILANCIO
12 vittorie Lanciano
5 pareggi
1 vittoria Atessa

4 partite in Serie D
12 nel massimo torneo regionale
2 nel secondo livello regionale

Tarquini: «Il Lanciano è casa mia, torneremo grandi insieme»

Intervista all’attaccante del Lanciano che è tornato dove ha mosso i primi passi da professionista: la Virtus e la Serie B, i successi ad Avellino e nei dilettanti abruzzesi, fino alla nuova avventura in rossonero per contribuire a riportare la squadra della sua città nei palcoscenici che le competono




Alessandro Tarquini, ripartiamo dagli albori, dall’esordio in “tenera età” con il Lanciano di Riccardo Angelucci. Cosa ricorda di quel giorno?
«La partita era Lanciano-Juve Stabia della stagione 2005-2006 e l’allenatore era Francesco Monaco. Erano gli ultimi minuti e la palla non usciva. Davanti giocava Luca Paponetti che, visto che il gioco non si interrompeva, prese il pallone e lo rinviò fuori per poter permettere il cambio. Ad essere sostituito fu proprio lui. Quando gli diedi il cambio, prima di fare l’ingresso in campo, mi prese in braccio come un bambino. D’altronde avevo solo 16 anni».

In quegli anni fece diversi provini anche per club di categoria superiore, giusto?
«Sì, con Lazio e Cesena. Andarono entrambi a buon fine, ma in entrambi i casi non si trovò l’accordo sul prezzo del cartellino. Poi la Lazio si rifece sotto quando il presidente era Paolo Di Stanislao, ma il sequestro della società a gennaio non permise a me e al portiere Francesco Russo di passare ai biancocelesti».

Il giovane Tarquini in campo al Biondi contro la Cavese nel settembre 2008

Tra i 18 e i 20 anni ha militato nella prima Virtus targata Maio, cosa ricorda di quegli anni?
«Era tutto perfetto, non ci mancava nulla. Regnava la massima professionalità e c’erano tutti i presupposti per fare bene. Io feci diverse presenze, segnando anche un gran gol in Coppa Italia contro il Barletta. Tuttavia non fu la prima rete al Biondi. Quella arrivò l’anno prima, in una serata di Coppa contro la Valle Del Giovenco, sotto la Sud. Indimenticabile».

Poi il prestito all’Avellino in Serie D, ci racconti un po’ questa esperienza.
«Era l’anno zero per gli irpini, che ripartivano dalla Serie D dopo il fallimento. Eravamo una corazzata, e difatti arrivammo in finale play off per poi essere ripescati in Lega Pro. Ricordo con molto affetto la gente di Avellino e quell’annata meravigliosa, anche se non segnai molti gol, dato che quella stagione giocavo da esterno sinistro nel 4-4-2».




L’Avellino ora è in zona play off in Serie B: ha ancora rapporti con qualcuno dei biancoverdi, ex compagni o tifosi?
«Sento ancora l’attuale capitano Angelo D’Angelo. Lui è stato uno dei pilastri della scalata dalla Serie D alla B. Inoltre sono rimasto in contatto con vari tifosi tramite Facebook. Di quell’esperienza porto nel cuore il gol segnato contro la Vigor Lamezia davanti a 8.000 tifosi: un’emozione indescrivibile. Tra l’altro nella Vigor giocava Cosimo Chiricò, con cui due anni dopo avrei condiviso la promozione in B a Lanciano».

Poi il ritorno alla Virtus, culminato appunto con la promozione in Serie B. Cosa ha provato da lancianese in quella stagione?
«A livello personale fu un’annata travagliata per via di un infortunio che mi tenne ai box da gennaio ad aprile. Nonostante questo si respirava un’aria magica, di incredulità assoluta. I play off vinti rimarranno qualcosa di indelebile. Sarei rimasto volentieri in B, anche firmando un contratto al minimo sindacale. Decisero di non contare su di me per via dell’infortunio. Credo che sarebbe stato bello vedere un ragazzo di Lanciano indossare la maglia della propria città nel secondo campionato nazionale, ma evidentemente non tutti la pensavano così».

L’attaccante classe ’89, nell’amichevole estiva col Miglianico

Da Lanciano a Noto, ancora in D. Cosa andò storto in Sicilia?
«Il campionato in verità iniziò molto bene. Ci fu però un cambiamento decisivo in dirigenza: arrivò un nuovo diesse che portò con sé dodici giocatori, e in pratica a gennaio andammo via tutti».

Dopo la breve parentesi siciliana è stato uno dei bomber più prolifici in Eccellenza:, 48 gol in poco più di 3 stagioni, alternate da una parentesi in D a San Nicolò. Questo periodo prolifico è stato chiuso da un brutto infortunio, come si sente ora?
«Sì, 48 gol tra Giulianova, San Nicolò, Vastese e Cupello. Poi mi sono rotto il perone. Ora mi sento meglio, sia mentalmente sia fisicamente. Naturalmente devo convivere con qualche dolore, ma non posso lamentarmi».




Una carriera a livelli importanti, insomma. Quanto è stata dura tornare a Lanciano ripartendo così dal basso?
«Quando abbiamo saputo che avremmo disputato la Prima Categoria non nascondo che tutti noi abbiamo parlato. Il gruppo però era solido ormai. Ci siamo legati molto in estate, nel periodo della preparazione. Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso di scommettere su noi stessi per fare qualcosa di grande qui, con questa maglia addosso e per questa gente. Io, poi, ho avuto stimoli ancora maggiori: Lanciano è sempre stata la mia casa, sono cresciuto tra le mura del Biondi, e anche solo sentire l’odore dello spogliatoio che ho condiviso per anni con grandi persone, oltre che grandi giocatori, per me è stata una grande emozione. Sono contentissimo della scelta che ho fatto».

Lei è stato tesserato della Virtus per varie stagioni. Ha mai pensato che potesse finire così?
«Assolutamente no. Mai avuta la percezione che sarebbe successo qualcosa di simile. Nessuno, né giocatori né tifosi meritavano di ripartire così dal basso. Ma noi siamo qui per invertire questo trend e per far tornare a parlare di questa città come si faceva fino a qualche anno fa».

Il rigore trasformato da Tarquini contro la Virtus Ortona

 

Lei è venuto qui per un progetto pluriennale, come tutti. Dove intende arrivare con la maglia del Lanciano?
«L’obiettivo è la Serie D nel minor tempo possibile. Un campionato interregionale è il minimo a cui una città come questa possa puntare. Poi bisogna cercare in ogni modo di tornare tra i professionisti».

Quali offerte ha declinato in estate pur di vestire rossonero?
«Cupello, dove sono stato lo scorso anno. E Paterno, ora primo in classifica in Eccellenza. La mia volontà era quella di tornare a Lanciano già da diverso tempo. Non nascondo che è stata dura rifiutare le offerte che mi sono arrivate, ma ho deciso che in certi momenti il cuore conta più del portafogli: era giusto rimettersi in gioco qui, a casa mia».




Vi aspettavate tutto questo calore da parte dei tifosi?
«Siamo rimasti esterrefatti nel vedere 1.500 persone all’esordio al Biondi. Non ce lo aspettavamo assolutamente. Si è visto come questa città sia stata mutilata di uno dei beni più belli che aveva: il calcio. Forse questa mancanza di pallone ha fatto riaffiorare ancora più attaccamento, che è andato al di là della categoria. Ricordo partite di Serie C in cui si arrivava a fatica a mille spettatori. È’ stato bellissimo».

Punta al titolo di capocannoniere? Si è imposto un minimo di gol da mettere a segno?
«Ovviamente ci tengo. Ma gli obiettivi a cui guardo sono quelli della squadra. Bisogna vincere il campionato, e bisogna farlo indipendentemente dai riconoscimenti personali. Non ho mai pensato a traguardi di questo tipo, ma poi i campionati li ho vinti lo stesso e i gol sono arrivati da sé».

L’attaccante lancianese in una recente intervista

L’abbiamo vista giocare in diversi ruoli dalla trequarti in su: ce n’è uno che preferisce particolarmente?
«Mi adatto a giocare ovunque, ma se proprio devo scegliere dico esterno nel 4-3-3».

Si ispira a qualche giocatore in particolare?
«Penso non esista un appassionato di calcio della mia generazione che non abbia sognato una volta di diventare come Ronaldo il fenomeno. Era un giocatore di un altro pianeta, nonostante i mille problemi fisici».




C’è invece un compagno di squadra con cui ha avuto particolare affinità?
«Armando Iaboni a San Nicolò e a Vasto. A San Nicolò io feci 16 gol e lui 29: ci intendevamo a meraviglia. Anche a Vasto facemmo benissimo, nonostante un infortunio che lo tenne fermo per un po’».

Una chiosa sulla partita di domenica contro il San Vito 83?
«Prepariamo la partita come tutte le altre: pensiamo a noi, a restare concentrati per novanta minuti e a fare ciò che ci chiede il mister. Siamo abituati a lavorare così, indipendentemente dall’avversario».

Verso Lanciano-San Vito: precedenti e curiosità storiche

Domenica al Biondi il Lanciano capolista riceve il San Vito 83. La sfida tra le due squadre principali di due comuni confinanti è tornata lo scorso anno, a distanza di mezzo secolo, quando la prima squadra cittadina è diventata la Marcianese. Proprio lo scorso anno, alla vigilia della gara di andata tra i rossoneri e i sanvitesi, abbiamo proposto alcuni articoli storici, che di seguito linkiamo.




Virtus-Lampo, la prima sfida tra Lanciano e San Vito nel 1920
Le prime due società sportive di Lanciano e San Vito nacquero quasi contemporaneamente: da un lato la Virtus e dall’altro la Lampo. Proprio tra loro le prime due società giocarono la prima partita ufficiale, nell’abito di una manifestazione sportiva organizzata a Lanciano.




Marino, la camicia nera presidente di Lampo San Vito e Virtus Lanciano
Il primo presidente della Lampo di San Vito fu Marino Marino, che fu anche presidente della Virtus nel suo periodo d’oro, alla fine degli anni ’20, quando era uno dei personaggi di spicco del fascismo locale.




Le sfide tra Pro Lanciano e Sanvitese negli anni ’60
In campionati ufficiali della Figc Lanciano e San Vito si incrociarono per qualche stagione a metà anni ’60, quando i due comuni erano rappresentati calcisticamente da Pro Lanciano e Sanvitese: ecco come finirono quelle sfide.

L’ex portiere virtussino Casadei si allena col Lanciano

Come ha già fatto Antonio Aquilanti prima di accasarsi alla Sicula Leonzio, nell’ultima settimana anche l’ex portiere della Virtus Lanciano, Angelo Casadei, si è allenato con i rossoneri che stanno preparando la stagione al Biondi.




Casadei, classe 1988, ha militato nella Virtus dal 2011-2012 al 2015-2016, con l’intervallo di un’annata alla Paganese. Ha passato lo scorso campionato in Lega Pro con i pugliesi della Virtus Francavilla, collezionando 13 presenze.

Casadei, in maglia rossa, impegnato oggi in un torello prepartita coi giocatori del Lanciano

Aquilanti giocherà in Serie C con la Sicula Leonzio

Antonio Aquilanti nella prossima stagione vestirà la maglia della Sicula Leonzio, club di Lentini, in provincia di Siracusa, neopromosso in Serie C. L’ex difensore rossonero, ultimo capitano della Virtus Lanciano in B, ha firmato un contratto di due anni con la società siciliana.




Aquilanti nelle scorse settimane si è allenato al Biondi con il Lanciano di Alessandro Del Grosso. A corteggiarlo è stato anche il Francavilla, formazione abruzzese ripescata in Serie D, dove si sono accasati gli ex rossoneri Federico Amenta e Mohamed Fofana. Il calciatore lancianese ha però preferito continuare a giocare tra i professionisti. Nell’ultima stagione ha militato nel Feralpisalò dopo sei anni con la maglia rossonera.

Amenta torna in campo e firma per il Francavilla

Federico Amenta continuerà a giocare e nella stagione 2017-2018 vestirà la maglia del Francavilla in Serie D. L’ex centrale difensivo della Virtus Lanciano, club con il quale ha collezionato oltre 200 presenze tra Prima Divisione e Serie B, nei mesi scorsi aveva declinato l’offerta del Lanciano Fabio De Vincentiis, manifestando la volontà di appendere le scarpe al chiodo.




Adesso però Amenta è tornato sui suoi passi e ha firmato per la società che proprio De Vincentiis ha ceduto all’imprenditore frentano Gilberto Candeloro, che un anno fa era sul punto di guidare il nuovo corso del calcio frentano in seguito al forfait della Virtus. Amenta nella scorsa stagione ha iniziato il campionato di Prima Divisione con la Juve Stabia, ma a dicembre ha rescisso il contratto con i campani.

Stretta di mano tra Candeloro e Amenta (dalla pagina Fb Francavilla Calcio 1927)

Aquilanti verso il Francavilla di Candeloro?

Antonio Aquilanti, ultimo capitano della Virtus Lanciano in Serie B, sarebbe uno degli obiettivi del nuovo Francavilla di Gilberto Candeloro, l’imprenditore frentano che dopo il “misterioso” no di un anno fa al calcio rossonero ha ora deciso di investire in riva all’Adriatico. A riportare la notizia oggi è stato il portale Abruzzo Calcio Dilettanti. Nel mirino del Francavilla inoltre c’è già l’ex attaccante del Pescara Marco Sansovini.




Aquilanti dopo la mancata iscrizione della Virtus si è accasato al Feralpisalò, in Prima Divisione, dove quest’anno in campionato ha collezionato 32 presenze, 2 delle quali da capitano. Con la maglia rossonera invece, tra il gennaio 2010 e la stagione 2015-2016, ha giocato oltre 170 gare ufficiali.

Più vite di un gatto: i fallimenti e le rinascite del calcio lancianese

La prima volta fu nel lontano 1925, quando la Virtus, appena affiliata al neocostituito comitato regionale della Figc, gettò la spugna al termine del Campionato Abruzzese di Qualificazione. E non fu l’ultima, perché la squadra di Lanciano da allora è fallita complessivamente la bellezza di undici volte: più delle proverbiali nove vite dei gatti!




Sono state débâcle più o meno dure da digerire, quasi sempre maturate per motivi essenzialmente economici. Spesso la squadra è semplicemente ripartita da una categoria inferiore, in altre occasioni è addirittura seguita l’inattività; nel 2008 il fallimento “in corsa” ha permesso di conservare la categoria, mentre un anno fa c’è stato il salto all’indietro più lungo e amaro che si ricordi. Ma sempre, come sta accadendo in questi giorni, la Lanciano calcistica ha saputo rialzarsi.

1 / 1925. Non fu un grandissimo campionato quello del debutto dei rossoneri nelle competizioni federali. In Abruzzo il football muoveva i primi passi, e nonostante il gioco a Lanciano si praticasse fin da inizio secolo, la formazione frentana non brillò nel proprio girone. Il club fondato nel 1920 era stato da poco ricompattato dopo la scissione del 1921, e la presidenza era affidata al preside del liceo ginnasio, Francesco Milano. Quella Virtus, carente per organizzazione e per mezzi finanziari, già nel 1926 rinunciò a partecipare al nuovo campionato organizzato in Abruzzo.

La Virtus Lanciano che nel 1925 debutta in un campionato ufficiale

2 / 1930. Nel giro di un paio d’anni la Virtus rinasce più forte di prima, tant’è che nel 1929-30 è la prima squadra d’Abruzzo, l’unica che partecipa a una competizione interregionale, ed è inserita nel girone meridionale della Prima Divisione, terzo livello del calcio italiano nella stagione in cui nascono Serie A e B a girone unico. Il prestigio è grande, ma è anche enorme lo sforzo economico in una città dove le industrie principali già avvertono forti segnali di crisi: nel gennaio del 1930 inizia l’agonia della Virtus che, abbandonata anche dalle istituzioni, si ritira prima di giocare le ultime due giornate di campionato.




3/1931. Negli anni ’30 Lanciano fa fatica a riorganizzare una società di calcio degna del suo recente passato. Nella stagione 1930-31, sotto la guida dei vertici del fascismo cittadino, nasce il Gruppo Sportivo Duilio D’Autilio. La squadra, che scende in campo in maglia azzurra, non sfigura nel torneo di Terza Divisione Abruzzese, tanto che alla fine si piazza al terzo posto. A fine anno però Lanciano è di nuovo senza squadra.




4 / 1934. Per ben due stagioni gli sportivi locali non riescono a iscrivere una squadra alle competizioni federali. Ci si riesce finalmente nel maggio del 1933, quando viene fondata l’Associazione Sportiva Lanciano. Il redivivo undici frentano, che stavolta sceglie di indossare una divisa granata, è addirittura meno longevo degli azzurri della D’Autilio: si ritira alla nona giornata, e a fine stagione dichiara la propria inattività.

Amichevole precampionato della Duilio D’Autilio nel novembre del 1930 a Villa delle Rose

5 / 1941. La successiva riorganizzazione del calcio cittadino è ancora più faticosa: bisogna aspettare il 1937-38 per rivedere Lanciano nei ranghi della Figc, rappresentata dal locale Fascio Giovanile di Combattimento, che si affilia alla federazione e diventa successivamente Associazione Calcistica Lanciano. In due anni il club guidato dal presidente Alberto D’Alessandro, che ha ripreso i colori rossoneri, riconquista la terza serie nazionale. Dopo il campionato di Serie C 1940-41, nonostante la salvezza sul campo, la società è purtroppo costretta alla rinuncia per problemi economici.

6 / 1942. Il testimone viene presto raccolto dall’Associazione Calcistica Frentana di Tommaso Maiorini, che in maglia gialloblù subito si impone nel campionato regionale di Prima Divisione e conquista la promozione in Serie C. La gioia sportiva, con la guerra ormai in casa, dura appena un’estate, perché la squadra di Lanciano non si iscrive all’ultimo campionato di Serie C messo in cantiere in Italia prima della sospensione dell’attività calcistica per cause belliche. A condizionare la Frentana, sono inoltre le chiamate alle armi dei suoi giocatori.




7 / 1945. Subito la guerra, l’attività calcistica nella nostra regione riprende con il Campionato Abruzzese Misto. Maiorini si fa di nuovo carico di affiliare un club alla Figc, che stavolta è l’Associazione Calcio Lanciano. Purtroppo pure in questa occasione la vita del club lancianese è effimera, e la società resta così fuori dai campionati che, nel 1945-46, la Federazioni rinizia con fatica a strutturare nella classica piramide che comporta promozioni e retrocessioni.

Una formazione della Frentana, subito vittoriosa ma presto costretta al forfait

8 / 1959. Dopo una stagione di inattività rinasce la Virtus, che si fa onore tra la divisione abruzzese e quella interregionale che viene creata tra Serie C e campionati regionali. I primi anni ’50 sono anni di grande furore sportivo a Lanciano: i rossoneri conquistano finalmente l’ammissione in Quarta Serie nel 1956, ma dopo un periodo di grandi sforzi economici, la nuova Virtus getta la spugna nel 1959, concludendo con la retrocessione il campionato regionale 1957-58 giocato con una squadra di giovanissimi.




9 / 1992. Dalle ceneri della Virtus nasce la Pro Lanciano, che praticamente è la denominazione acquisita dal Borgo Lanciano. La squadra con questo nome riconquista la Serie D nel 1968, e per diverse stagioni lotta fino all’ultimo per salire in C. Nel 1977, nello stesso anno in cui scompare il “Pro”, Lanciano viene ammesso in Serie C2, categoria nella quale passa buona parte degli anni ‘80 fino al nuovo fallimento. La società, economicamente disastrata, conclude la stagione all’ultimo posto e non si iscrive al Campionato Nazionale Dilettanti 1992-1993.




10 / 2008. A rappresentare la città dal 1992 è il Lanciano 90, che parte dalla Promozione e si assesta tra Cnd ed Eccellenza. Nel 1997, con il ritorno al timone di Ezio Angelucci (e il cambio di nome in SS Lanciano), inizia la scalata verso la C1: nel 2001 Lanciano, dopo oltre mezzo secolo rimette piede nella terza serie nazionale. Con passaggio del club a Paolo di Stanislao nel 2006, matura il fallimento del 2008, che però a campionato in corso vede subentrare l’arrivo dei Maio, che rilevano il club rispolverando la storica denominazione Virtus e conquistando un’inaspettata promozione in Serie B nel 2012.

La Virtus Lanciano in Serie B: Falcinelli in azione contro il Padova

11 / 2016. È il tonfo più doloroso e improvviso nella storia del calcio lancianese. Nonostante le tante avvisaglie, subito dopo la retrocessione dalla Serie B i vertici societari assicurano l’iscrizione della squadra in Lega Pro. Per questo a fine giugno la scomparsa del club dal calcio professionistico, con la Virtus che si riduce al solo settore giovanile, è un fulmine a ciel sereno. A Lanciano non resta che affidarsi alla Marcianese, club di Prima Categoria che rappresenta la prima squadra cittadina nella stagione 2016-17, e che mette a disposizione il proprio titolo sportivo per far nascere il Lanciano Calcio 1920, sul quale i tifosi rossoneri ripongono le proprie speranze.

L’ex Virtus Andrea Conti al Milan

L’ex terzino della Virtus Lanciano Andrea Conti ha firmato nei giorni scorsi un contratto quinquennale con il Milan. Conti ha giocato in prestito a Lanciano in Serie B nel 2014-2015 (24 partite in campionato e 1 in Coppa Italia), dopo aver esordito tra i professionisti nella stagione precedente col Perugia in Lega Pro. Il neomilanista a Lanciano era in prestito dall’Atalanta, club nel quale è tornato dopo l’esperienza in Abruzzo, e dove nell’ultimo campionato di Serie A è arrivato a segnare 8 reti in 33 partite.




Conti intervistato da Milan Tv dopo la firma del contratto

Tre ex rossoneri nell’Under 21 che gioca gli Europei in Polonia





Il selezionatore della nazionale Under 21 Luigi Di Biagio ha convocato tre ex giocatori della Virtus Lanciano nella rappresentativa nazionale impegnata negli Europei di categoria che si giocano in Polonia. Tra i 23 azzurrini ci sono Alberto Cerri (numero 9; con la Virtus 19 presenze e 4 gol nel 2014-2015), Andrea Conti (12; 24/0 nel 2014-2015) e Alessio Cragno (17; 20/-29 nel 2015-2016).




L’Italia è inserita nel gruppo C, e debutta domenica 18 giugno alle 20:45 a Cracovia contro la Danimarca; mercoledì 21 alle 18:00 affronta la Cechia; sabato 24 alle 20:45 chiude il girone con la Germania. Le eventuali semifinali sono fissate per il 27 giugno, mentre la finale viene disputata il 30 giugno.

La foto ufficiale dell’Italia Under 21 impegnata in Polonia