Il ritorno di Di Cecco al Biondi: l’ex virtussino in tribuna per Lanciano-Scerni

 

Allo stadio Biondi oggi c’è stato uno spettatore speciale in occasione della partita tra Lanciano e Scerni: dalla tribuna ha seguito la gara l’ex centrocampista della Virtus Lanciano, Domenico Di Cecco, oggi in forza alla Sambenedettese in Serie C, ma che tra il 2009 e il 2015 ha giocato quasi 200 partite ufficiali in rossonero.




Di Cecco si è complimentato con la dirigenza e con il presidente Fabio De Vincentiis, in particolare per il clima che la società ha saputo ricreare intorno alla squadra, e ha fatto un saluto telegrafico ai tifosi tramite la pagina Facebook “Lanciano olè” che seguiva in diretta la partita: «Si è creata una bella atmosfera, tornerò spesso e volentieri», ha detto Di Cecco. L’auspicio è che prima o poi lo si possa rivedere anche in campo con la maglia rossonera.

Di Cecco oggi sulle tribune del Biondi

Precedenti a favore del Lanciano: una sola vittoria orsognese in 8 sfide tra il ’42 e il ’54

Una gara ufficiale tra Lanciano e Orsogna torna a 63 anni di distanza dall’ultima volta in cui le due squadre si sono affrontate in un campionato Figc: si contano otto sfide, sempre nel massimo torneo regionale, e tra queste la più importante risale al periodo bellico, quando in palio ci fu addirittura l’ammissione in Serie C. Il bilancio è a favore dei lancianesi, con 4 vittorie a fronte di 3 pareggi e un unico successo orsognese.




I rossoneri hanno poi incontrato l’Orsogna per tre stagioni consecutive, fra il 1951 e il 1954, anno che sancì la retrocessione dei biancazzurri. Solo una volta gli orsognesi hanno avuto la meglio, nel 1951-52, quando nell’ultima giornata di campionato hanno sconfitto la Virtus. Due sono stati i pareggi a reti inviolate, mentre la vittoria più eclatante è il 5-1 con cui i lancianesi si imposero al campo della Vittoria.

La Virtus Lanciano nella stagione 1951-52

I PRECEDENTI TRA LANCIANO E ORSOGNA
Prima divisione 1941-42
Simeoni Orsogna-Frentana Lanciano 0-0
Frentana Lanciano-Simeoni Orsogna 2-0 (nd)

Prima divisione 1951-52
Virtus Lanciano-Orsogna 2-0 (Tenaglia, De Pol)
Orsogna-Virtus Lanciano 2-1 (nd)

Promozione 1952-53
Orsogna-Virtus Lanciano 0-0
Virtus Lanciano-Orsogna 1-1 (Mancini, De Rentiis)

Promozione 1953-54
Virtus Lanciano-Orsogna 5-1 (2 Carnevale, Di Pietro, D’Atri, Tenaglia, Del Grosso)
Orsogna-Virtus Lanciano 1-2 (Mancini, Bith, Balbi)

BILANCIO
vittorie Lanciano: 4
pareggi: 3
vittorie Orsogna: 1

Nel week-end debuttano Allievi e Giovanissimi nei campionati provinciali

In questo week-end prendono il via altri due campionati giovanili che vedono squadre di Lanciano ai nastri di partenza: i tornei provinciali Allievi e Giovanissimi. Nella prima categoria il Lanciano è presente con due formazioni: una è inserita nel girone curato dalla delegazione Figc di Chieti, e un’altra nel raggruppamento organizzato da quella vastese; i Giovanissimi sono invece inseriti nel girone provinciale seguito dalla delegazione distrettuale di Vasto.




La prima formazione del Lanciano a scendere in campo nel week-end sarà quella dei Giovanissimi, impegnata sabato già alle 15:30 nell’antistadio Pail di Montemarcone con la Val di Sangro. Sabato, ma alle 17:30, gioca anche la Virtus Lanciano, ospite del San Salvo al Comunale di via Stingi. La stracittadina tra le due formazioni di Giovanissimi lancianesi è in programma nella penultima giornata: andata il 28 gennaio e ritorno il 20 maggio.

La prima squadra Allievi del Lanciano a scendere in campo è quella principale, impegnata domenica mattina alle 9:00 a Villa delle Rose con il Miglianico. Lunedì invece la formazione B debutta in trasferta alle 15:30 al Comunale di Cupello.

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PRIMA GIORNATA CAMPIONATO PROVINCIALE ALLIEVI
delegazione di Chieti
Ortona-Virtus Castel Frentano sabato 21 16:00
Valle Aventino-River Chieti 65 sabato 21 16:00
Sambuceto-Giovanile Chieti domenica 22 11:00
Lanciano-Miglianico domenica 22 9:00
delegazione di Vasto
Aquilotti San Salvo-Vastese domenica 22 10:30
Atessa Mario Tano-San Salvo domenica 22 10:30
Cupello-Lanciano lunedì 23 15:30
Piazzano-Lupi Marini domenica 22 10:00
Trigno Celenza-Quadri sabato 21 16:00




PRIMA GIORNATA CAMPIONATO PROVINCIALE GIOVANISSIMI
delegazione di Vasto
Aquilotti San Salvo-Atessa Mario Tano sabato 21 15:30
La Cantera Gissi-Cupello lunedì 23 15:30
Paglieta-Valle Aventino domenica 22 9:45
San Salvo-Virtus Lanciano sabato 21 17:30
Val di Sangro-Lanciano sabato 21 15:30
Vastese-Vigor Don Bosco domenica 22 9:30

I precedenti tra Lanciano e Atessa: il 5-1 del ’96 unico exploit rossoblù

Le due squadre si sono affrontate 18 volte tra il 1954 e il 1998: bilancio nettamente a favore dei rossoneri con 12 successi – Quattro derby giocati in Serie D – Venti anni fa in palio c’era la vittoria del campionato di Eccellenza




La trasferta del Lanciano in casa dell’Atessa Mario Tano è la partita di cartello della quinta giornata. Questa gara mette di fronte le due formazioni ancora a punteggio pieno e, Orsogna permettendo, potrebbe determinare la nuova capolista. Ma si affrontano anche i due club più blasonati del girone.

Infatti, dopo il Lanciano con i suoi lunghi trascorsi nel calcio professionistico, l’Atessa è l’unica squadra del raggruppamento a vantare una militanza in Serie D, nonché una quarantina di stagioni nel massimo torneo regionale. Inoltre, insieme a Orsogna e ovviamente a Lanciano, è l’altra città del campionato ad aver avuto una società affiliata alla Figc prima della Seconda guerra mondiale.

L’Atessa ha debuttato in una competizione federale nel campionato abruzzese di Seconda Divisione 1932-33, che metteva in palio la promozione alla Prima Divisione, terzo livello del calcio italiano. In quell’anno non incontrò il Lanciano, perché nel 1932 rimase inattivo per la seconda stagione consecutiva.

L’Atessa 1954-55 che per la prima volta affronta i rossoneri

Quella prima Atessa, affidata all’allenatore ungherese Giuseppe Prayer, ex calciatore del Venezia, ebbe vita breve, e solo nel Dopoguerra gli atessani tornarono a partecipare a tornei Figc. Nel 1953-54 la squadra, che veste maglia granata e non ancora rossoblù, vince lo spareggio giocato al Rampigna di Pescara con l’Acli Teramo, e viene promossa in Promozione, allora massimo torneo regionale dal quale si accedeva in Quarta Serie.

Tra il 1954 e il 1956 si giocano così le prime 4 delle 18 sfide ufficiali di campionato tra i rossoneri e gli atessani, che vedono sempre prevalere, in casa e in trasferta, la Virtus Lanciano, che nel 1956 viene poi promossa in Quarta Serie.




Il derby tra i due comuni confinanti torna a distanza di dieci anni, quando il massimo campionato regionale ha cambiato nome in Prima Categoria. È in casa nel 1966-67 che la formazione di Atessa coglie il primo di 5 pareggi coi lancianesi; invece nel 1967-68, stagione che vede i rossoneri dominatori incontrastati della Prima Categoria abruzzese, i rossoneri tornano a imporsi largamente.

In Serie D, a inizio anni ’70, si giocano i derby più “prestigiosi”. Nel 1973-74, quando l’Atessa si salva grazie a un buon piazzamento a metà classifica, i rossoblù riescono a strappare due pareggi. La Pro Lanciano torna a imporsi l’anno seguente, quando il penultimo posto costringe gli atessani alla retrocessione.

Tra l’altro l’ultimo Lanciano-Atessa in D fa registrare la rete da ex di Enrico Esposito, storica bandiera della Pro Lanciano nonché miglior marcatore di sempre in maglia rossonera, che scende in campo al Cinque Pini con i rossoblù, ed è l’unico calciatore ad aver segnato in questa sfida con entrambe le maglie.

Il Cinque Pini per il Lanciano-Atessa che promuove i rossoneri in Cnd

Lanciano-Atessa si rivede nei tornei regionali degli anni ’90, prima in Promozione nel 1992-93, e poi in Eccellenza, quando arriva anche il primo storico successo rossoblù, con un pesantissimo 5-1 nel settembre del 1996. Gli incontri dell’anno seguente, gli ultimi tra i due club fino a oggi, sono anche quelli giocati “più alla pari”: nell’Eccellenza 1997-98 infatti l’andata al Fonte Cicero vede affrontarsi il Lanciano secondo in classifica a -1 dalla capolista Renato Curi, e l’Atessa che a sua volta è 1 punto dietro i rossoneri.

La gara di ritorno vinta 1-0, all’ultima giornata di campionato, sarà infine quella decisiva per la promozione del Lanciano in Cnd. Sabato a Montemarcone le due formazioni tornano ad affrontarsi dopo 20 anni, di nuovo per una sfida d’alta classifica, anche se il palcoscenico non è il massimo torneo regionale come l’Eccellenza, bensì la Prima Categoria, terzo livello del calcio abruzzese.

TUTTE LE SFIDE TRA LANCIANO E ATESSA
Promozione 1954-55
Atessa-Virtus Lanciano 0-3 (reti: 2 Motti, D’Atri)
Virtus Lanciano-Atessa 3-0 (Motti, D’Atri, Benedetti)
Promozione 1955-56
Atessa-Virtus Lanciano 0-2 (2 Papa)
Virtus Lanciano-Atessa 6-1 (Balboni, 2 D’Atri, Pace, Frini, Papa, Rucci)
Prima Categoria 1966-67
Pro Lanciano-Atessa 2-1 (Stella, Zulli, Liberatore)
Atessa-Pro Lanciano 1-1 (Fontana I, Aquilano)
Prima Categoria 1967-68
Pro Lanciano-Atessa 5-1 (2 De Rentiis, 2 Esposto, Fontana II)
Atessa-Pro Lanciano 0-2 (De Rentiis, Esposito)
Serie D 1973-74
Atessa-Pro Lanciano 1-1 (Azzoni rig, Papponetti)
Pro Lanciano-Atessa 0-0
Serie D 1974-75
Atessa-Pro Lanciano 0-1 (Gambogi)
Pro Lanciano-Atessa 4-1 (2 Valbonesi, D’Ulisse, Abate, Esposito)
Promozione 1992-93
Lanciano 90-Atessa 2-1 (Canuto, Cancellier, Ranni)
Atessa-Lanciano 90 1-2 (Carosella 2 rig, De Marinis)
Eccellenza 1996-97
Atessa-Lanciano 90 5-1 (2 Carpineta, 2 D’Orazio, Scalingi, Di Matteo)
Lanciano 90-Atessa 0-0
Eccellenza 1997-98
Atessa-Lanciano 0-0
Lanciano-Atessa 1-0 (Aureli)

BILANCIO
12 vittorie Lanciano
5 pareggi
1 vittoria Atessa

4 partite in Serie D
12 nel massimo torneo regionale
2 nel secondo livello regionale

Tarquini: «Il Lanciano è casa mia, torneremo grandi insieme»

Intervista all’attaccante del Lanciano che è tornato dove ha mosso i primi passi da professionista: la Virtus e la Serie B, i successi ad Avellino e nei dilettanti abruzzesi, fino alla nuova avventura in rossonero per contribuire a riportare la squadra della sua città nei palcoscenici che le competono




Alessandro Tarquini, ripartiamo dagli albori, dall’esordio in “tenera età” con il Lanciano di Riccardo Angelucci. Cosa ricorda di quel giorno?
«La partita era Lanciano-Juve Stabia della stagione 2005-2006 e l’allenatore era Francesco Monaco. Erano gli ultimi minuti e la palla non usciva. Davanti giocava Luca Paponetti che, visto che il gioco non si interrompeva, prese il pallone e lo rinviò fuori per poter permettere il cambio. Ad essere sostituito fu proprio lui. Quando gli diedi il cambio, prima di fare l’ingresso in campo, mi prese in braccio come un bambino. D’altronde avevo solo 16 anni».

In quegli anni fece diversi provini anche per club di categoria superiore, giusto?
«Sì, con Lazio e Cesena. Andarono entrambi a buon fine, ma in entrambi i casi non si trovò l’accordo sul prezzo del cartellino. Poi la Lazio si rifece sotto quando il presidente era Paolo Di Stanislao, ma il sequestro della società a gennaio non permise a me e al portiere Francesco Russo di passare ai biancocelesti».

Il giovane Tarquini in campo al Biondi contro la Cavese nel settembre 2008

Tra i 18 e i 20 anni ha militato nella prima Virtus targata Maio, cosa ricorda di quegli anni?
«Era tutto perfetto, non ci mancava nulla. Regnava la massima professionalità e c’erano tutti i presupposti per fare bene. Io feci diverse presenze, segnando anche un gran gol in Coppa Italia contro il Barletta. Tuttavia non fu la prima rete al Biondi. Quella arrivò l’anno prima, in una serata di Coppa contro la Valle Del Giovenco, sotto la Sud. Indimenticabile».

Poi il prestito all’Avellino in Serie D, ci racconti un po’ questa esperienza.
«Era l’anno zero per gli irpini, che ripartivano dalla Serie D dopo il fallimento. Eravamo una corazzata, e difatti arrivammo in finale play off per poi essere ripescati in Lega Pro. Ricordo con molto affetto la gente di Avellino e quell’annata meravigliosa, anche se non segnai molti gol, dato che quella stagione giocavo da esterno sinistro nel 4-4-2».




L’Avellino ora è in zona play off in Serie B: ha ancora rapporti con qualcuno dei biancoverdi, ex compagni o tifosi?
«Sento ancora l’attuale capitano Angelo D’Angelo. Lui è stato uno dei pilastri della scalata dalla Serie D alla B. Inoltre sono rimasto in contatto con vari tifosi tramite Facebook. Di quell’esperienza porto nel cuore il gol segnato contro la Vigor Lamezia davanti a 8.000 tifosi: un’emozione indescrivibile. Tra l’altro nella Vigor giocava Cosimo Chiricò, con cui due anni dopo avrei condiviso la promozione in B a Lanciano».

Poi il ritorno alla Virtus, culminato appunto con la promozione in Serie B. Cosa ha provato da lancianese in quella stagione?
«A livello personale fu un’annata travagliata per via di un infortunio che mi tenne ai box da gennaio ad aprile. Nonostante questo si respirava un’aria magica, di incredulità assoluta. I play off vinti rimarranno qualcosa di indelebile. Sarei rimasto volentieri in B, anche firmando un contratto al minimo sindacale. Decisero di non contare su di me per via dell’infortunio. Credo che sarebbe stato bello vedere un ragazzo di Lanciano indossare la maglia della propria città nel secondo campionato nazionale, ma evidentemente non tutti la pensavano così».

L’attaccante classe ’89, nell’amichevole estiva col Miglianico

Da Lanciano a Noto, ancora in D. Cosa andò storto in Sicilia?
«Il campionato in verità iniziò molto bene. Ci fu però un cambiamento decisivo in dirigenza: arrivò un nuovo diesse che portò con sé dodici giocatori, e in pratica a gennaio andammo via tutti».

Dopo la breve parentesi siciliana è stato uno dei bomber più prolifici in Eccellenza:, 48 gol in poco più di 3 stagioni, alternate da una parentesi in D a San Nicolò. Questo periodo prolifico è stato chiuso da un brutto infortunio, come si sente ora?
«Sì, 48 gol tra Giulianova, San Nicolò, Vastese e Cupello. Poi mi sono rotto il perone. Ora mi sento meglio, sia mentalmente sia fisicamente. Naturalmente devo convivere con qualche dolore, ma non posso lamentarmi».




Una carriera a livelli importanti, insomma. Quanto è stata dura tornare a Lanciano ripartendo così dal basso?
«Quando abbiamo saputo che avremmo disputato la Prima Categoria non nascondo che tutti noi abbiamo parlato. Il gruppo però era solido ormai. Ci siamo legati molto in estate, nel periodo della preparazione. Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso di scommettere su noi stessi per fare qualcosa di grande qui, con questa maglia addosso e per questa gente. Io, poi, ho avuto stimoli ancora maggiori: Lanciano è sempre stata la mia casa, sono cresciuto tra le mura del Biondi, e anche solo sentire l’odore dello spogliatoio che ho condiviso per anni con grandi persone, oltre che grandi giocatori, per me è stata una grande emozione. Sono contentissimo della scelta che ho fatto».

Lei è stato tesserato della Virtus per varie stagioni. Ha mai pensato che potesse finire così?
«Assolutamente no. Mai avuta la percezione che sarebbe successo qualcosa di simile. Nessuno, né giocatori né tifosi meritavano di ripartire così dal basso. Ma noi siamo qui per invertire questo trend e per far tornare a parlare di questa città come si faceva fino a qualche anno fa».

Il rigore trasformato da Tarquini contro la Virtus Ortona

 

Lei è venuto qui per un progetto pluriennale, come tutti. Dove intende arrivare con la maglia del Lanciano?
«L’obiettivo è la Serie D nel minor tempo possibile. Un campionato interregionale è il minimo a cui una città come questa possa puntare. Poi bisogna cercare in ogni modo di tornare tra i professionisti».

Quali offerte ha declinato in estate pur di vestire rossonero?
«Cupello, dove sono stato lo scorso anno. E Paterno, ora primo in classifica in Eccellenza. La mia volontà era quella di tornare a Lanciano già da diverso tempo. Non nascondo che è stata dura rifiutare le offerte che mi sono arrivate, ma ho deciso che in certi momenti il cuore conta più del portafogli: era giusto rimettersi in gioco qui, a casa mia».




Vi aspettavate tutto questo calore da parte dei tifosi?
«Siamo rimasti esterrefatti nel vedere 1.500 persone all’esordio al Biondi. Non ce lo aspettavamo assolutamente. Si è visto come questa città sia stata mutilata di uno dei beni più belli che aveva: il calcio. Forse questa mancanza di pallone ha fatto riaffiorare ancora più attaccamento, che è andato al di là della categoria. Ricordo partite di Serie C in cui si arrivava a fatica a mille spettatori. È’ stato bellissimo».

Punta al titolo di capocannoniere? Si è imposto un minimo di gol da mettere a segno?
«Ovviamente ci tengo. Ma gli obiettivi a cui guardo sono quelli della squadra. Bisogna vincere il campionato, e bisogna farlo indipendentemente dai riconoscimenti personali. Non ho mai pensato a traguardi di questo tipo, ma poi i campionati li ho vinti lo stesso e i gol sono arrivati da sé».

L’attaccante lancianese in una recente intervista

L’abbiamo vista giocare in diversi ruoli dalla trequarti in su: ce n’è uno che preferisce particolarmente?
«Mi adatto a giocare ovunque, ma se proprio devo scegliere dico esterno nel 4-3-3».

Si ispira a qualche giocatore in particolare?
«Penso non esista un appassionato di calcio della mia generazione che non abbia sognato una volta di diventare come Ronaldo il fenomeno. Era un giocatore di un altro pianeta, nonostante i mille problemi fisici».




C’è invece un compagno di squadra con cui ha avuto particolare affinità?
«Armando Iaboni a San Nicolò e a Vasto. A San Nicolò io feci 16 gol e lui 29: ci intendevamo a meraviglia. Anche a Vasto facemmo benissimo, nonostante un infortunio che lo tenne fermo per un po’».

Una chiosa sulla partita di domenica contro il San Vito 83?
«Prepariamo la partita come tutte le altre: pensiamo a noi, a restare concentrati per novanta minuti e a fare ciò che ci chiede il mister. Siamo abituati a lavorare così, indipendentemente dall’avversario».

Verso Lanciano-San Vito: precedenti e curiosità storiche

Domenica al Biondi il Lanciano capolista riceve il San Vito 83. La sfida tra le due squadre principali di due comuni confinanti è tornata lo scorso anno, a distanza di mezzo secolo, quando la prima squadra cittadina è diventata la Marcianese. Proprio lo scorso anno, alla vigilia della gara di andata tra i rossoneri e i sanvitesi, abbiamo proposto alcuni articoli storici, che di seguito linkiamo.




Virtus-Lampo, la prima sfida tra Lanciano e San Vito nel 1920
Le prime due società sportive di Lanciano e San Vito nacquero quasi contemporaneamente: da un lato la Virtus e dall’altro la Lampo. Proprio tra loro le prime due società giocarono la prima partita ufficiale, nell’abito di una manifestazione sportiva organizzata a Lanciano.




Marino, la camicia nera presidente di Lampo San Vito e Virtus Lanciano
Il primo presidente della Lampo di San Vito fu Marino Marino, che fu anche presidente della Virtus nel suo periodo d’oro, alla fine degli anni ’20, quando era uno dei personaggi di spicco del fascismo locale.




Le sfide tra Pro Lanciano e Sanvitese negli anni ’60
In campionati ufficiali della Figc Lanciano e San Vito si incrociarono per qualche stagione a metà anni ’60, quando i due comuni erano rappresentati calcisticamente da Pro Lanciano e Sanvitese: ecco come finirono quelle sfide.

L’ex portiere virtussino Casadei si allena col Lanciano

Come ha già fatto Antonio Aquilanti prima di accasarsi alla Sicula Leonzio, nell’ultima settimana anche l’ex portiere della Virtus Lanciano, Angelo Casadei, si è allenato con i rossoneri che stanno preparando la stagione al Biondi.




Casadei, classe 1988, ha militato nella Virtus dal 2011-2012 al 2015-2016, con l’intervallo di un’annata alla Paganese. Ha passato lo scorso campionato in Lega Pro con i pugliesi della Virtus Francavilla, collezionando 13 presenze.

Casadei, in maglia rossa, impegnato oggi in un torello prepartita coi giocatori del Lanciano