Tre ex rossoneri nell’Under 21 che gioca gli Europei in Polonia





Il selezionatore della nazionale Under 21 Luigi Di Biagio ha convocato tre ex giocatori della Virtus Lanciano nella rappresentativa nazionale impegnata negli Europei di categoria che si giocano in Polonia. Tra i 23 azzurrini ci sono Alberto Cerri (numero 9; con la Virtus 19 presenze e 4 gol nel 2014-2015), Andrea Conti (12; 24/0 nel 2014-2015) e Alessio Cragno (17; 20/-29 nel 2015-2016).




L’Italia è inserita nel gruppo C, e debutta domenica 18 giugno alle 20:45 a Cracovia contro la Danimarca; mercoledì 21 alle 18:00 affronta la Cechia; sabato 24 alle 20:45 chiude il girone con la Germania. Le eventuali semifinali sono fissate per il 27 giugno, mentre la finale viene disputata il 30 giugno.

La foto ufficiale dell’Italia Under 21 impegnata in Polonia

Cinque anni dopo: dove sono i rossoneri in campo nella mitica finale di Trapani?

Il 10 giugno di cinque anni fa Lanciano vinceva a Trapani la finale dei play off conquistando per la prima volta nella sua storia il diritto a partecipare al campionato di Serie B. Ricordate la formazione di quella Virtus? Tra chi è ancora in B, chi ha giocato o sta ancora giocando i play off di Lega Pro, e chi ha vinto un campionato dilettantistico, ecco dove sono finiti, e cosa hanno fatto, coloro che quel giorno sono scesi in campo e il loro allenatore.




VINCENZO ARIDITÀ: Con la promozione in Serie B ha perso la maglia da titolare, ma è ugualmente rimasto in rossonero fino alla scorsa stagione. Nell’ottobre 2016 si è accasato alla Sambenedettese, nel girone B di Lega Pro, e ha giocato 22 partite con la squadra che è stata poi eliminata al primo turno dei play off dal Lecce. Con lui in rosa c’erano altri tre ex Virtus: Armin Bačinovič (da gennaio), Nicolas Di Filippo e Stefano Ferrario; se resta anche l’anno prossimo, avrà come allenatore Francesco Moriero.

ANTONIO AQUILANTI: Promosso capitano in seguito all’addio di Mammarella, dopo il forfait della Virtus a luglio ha firmato per il Feralpisalò. Aquila nel campionato da poco finito ha disputato 32 gare (due delle quali da capitano), e la sua squadra ha finito all’ottavo posto, qualificandosi ai play off dove è stata eliminata dalla Reggiana al primo turno.

CARLO MAMMARELLA: Il suo è stato uno degli addii più dolorosi dell’infruttuosa rivoluzione di gennaio. Il capitano rossonero è passato dalla Virtus alla Pro Vercelli, dove ha raggiunto per due stagioni la salvezza in Serie B. Quest’anno, diventato capitano anche delle bianche casacche, ha collezionato 29 presenze e 1 gol (decisivo per la salvezza a fine campionato, quando è rientrato dopo un paio di mesi di infortunio). Con lui a Vercelli c’erano gli ex rossoneri Gianmario Comi e Umberto Germano.




ROBERTO D’AVERSA: Dopo il primo anno di B è stato in rossonero come dirigente e quindi come allenatore. Esonerato nel gennaio 2016, è rimasto alla finestra fino a dicembre, quando è stato chiamato sulla panchina dell’ambizioso Parma, nel girone B di Lega Pro, in seguito all’esonero di Luigi Apolloni. Ha preso la formazione gialloblù sesta in classifica e ha concluso il campionato al secondo posto; nei play off è arrivato alla final four che si gioca dal 13 al 17 giugno a Firenze.

dal 41’ st FABRIZIO PAGHERA: Anche lui ha lasciato Lanciano nel gennaio 2016: con il mercato invernale è passato all’Avellino. Nella sua seconda stagione in Irpinia ha collezionato 27 presenze in campionato, 24 delle quali da titolare. L’Avellino ha concluso al 14esimo posto, con 6 punti in più della quartultima che è retrocessa senza play out.

LEONARDO MASSONI: Dopo il prestito alla Virtus è rientrato al Sassuolo, ma in B non ha mai giocato e a gennaio si è trasferito in Lega Pro al Perugia, dove nel 2013-2014 ha vinto il campionato con Andrea Camplone allenatore. Nel 2014-2015 è rimasto in C iniziando la stagione al Monza e passando alla Carrarese a gennaio, dove quest’anno ha giocato 32 partite (6 delle quali da capitano). Ai play out la sua squadra si è salvata ai danni della Lupa Roma.

FEDERICO AMENTA: Dopo la mancata iscrizione della Virtus, a luglio è stato ingaggiato dalla Juve Stabia, nel girone C di Lega Pro. Quella con le vespe non è stata però un’esperienza felice per l’ex rossonero, che ha giocato solo quattro partite a inizio campionato, e a dicembre ha rescisso il contratto di comune accordo con la società.




VINCENZO SARNO: È salito in B con la Virtus, ma dopo la promozione ha preso la strada di Reggio Calabria, dove ha giocato un anno tra i cadetti prima di tornare a vincere il campionato di Lega Pro con la Virtus Entella. Dal 2014-2015 è al Foggia, quest’anno vincitore del girone C di Lega Pro (ha contribuito con 30 presenze e 8 reti) e della Supercoppa di Lega Pro. Ha avuto come compagni di squadra Enrico Guarna e Cosimo Chiricò.

dal 25’ st GIORGIO CAPECE: Dopo la promozione in B con la Virtus, è rimasto tra i cadetti con l’Ascoli, club dal quale era in prestito. Retrocesso con i bianconeri, è stato ad Ascoli anche in Lega Pro, per poi passare a Spal, Arezzo e infine Cosenza nel girone C di Lega Pro, dove quest’anno ha totalizzato 21 presenze (11 da titolare). I calabresi ai play off, nei quali Capece non ha mai giocato, sono stati eliminati dal Pordenone ai quarti.

GAETANO VASTOLA: In seguito al forfait della Virtus, ad agosto si è accasato al Racing Roma, nuova denominazione del club che l’anno precedente aveva sede ad Ardea e aveva “gestito” la Berretti virtussina. La formazione romana si è piazzata all’ultimo posto nel girone A di Lega Pro, retrocedendo così in Serie D. Vastola ha giocato 37 partite, tutte da titolare, ricevendo una sola sostituzione.

LEONARDO PAVOLETTI: Conquistata la Serie B, è rientrato a Sassuolo, collezionando 33 presenze e segnando 11 reti con la squadra che ha vinto il campionato di B. Poi è stato girato al Varese (24 gol in una stagione compresi play out di B) e, prima di cederlo definitivamente, il Sassuolo lo ha fatto esordire in A. È andato al Genoa nel gennaio 2015 (44 partite e 23 gol), e a gennaio è stato venduto al Napoli.





ALESSANDRO VOLPE: Ha lasciato la Virtus dopo un anno di Serie B, quando è tornato in Lega Pro per giocare nella Salernitana; a gennaio 2015 è passato al Grosseto e quindi alla Lupa Castelli Romani e alla Lupa Roma. Nel novembre scorso è stato tesserato dall’Sff Atletico, club romano che ha vinto il girone A dell’Eccellenza laziale.

MANUEL TURCHI: È l’unico, tra quanti erano scesi in campo a Trapani, ad aver appeso le scarpe al chiodo in questa stagione. È però rimasto nella Virtus, che sta continuando l’attività nel settore giovanile, con ruolo dirigenziale.

dal 38’ st SALVATORE MARGARITA: Dopo Lanciano, l’Ascoli lo ha girato in prestito in Seconda Divisione di Lega Pro, prima al Venezia e poi al Sorrento. Ha lasciato definitivamente il club bianconero con una presenza in Lega Pro due anni fa, e si è accasato quindi in Serie D, prima al Monticelli (salvo ai play out nel girone con le abruzzesi) e quest’anno alla Fermana, che ha vinto il girone F: Margarita ha giocato 19 partite (15 da titolare) e segnato 3 gol.

allenatore CARMINE GAUTIERI: Il tecnico della promozione in B non è stato fortunatissimo dopo la salvezza con la Virtus nel primo anno tra i cadetti. I tifosi rossoneri lo hanno ritrovato da avversario sulle panchine di Varese, Livorno e Latina. Quest’anno a gennaio è stato ingaggiato dalla Ternana, ma dopo la vittoria al debutto ha infilato sei sconfitte di fila che hanno portato al suo esonero a marzo.




Baroni in A: con Di Francesco un altro ex Lanciano in panchina nella massima serie





Marco Baroni vince  la sfida tra ex allenatori del Lanciano per il passaggio in Serie A contro Fabrizio Castori: il Benevento del tecnico fiorentino si aggiudica la finale dei play off di B ai danni del Carpi, e al momento è uno dei due mister con un passato in rossonero che, nella stagione 2017-2018, dovremmo vedere su una panchina della massima divisione.

Di Francesco durante un’amichevole nel ritiro di Caramanico

Nella prossima Serie A infatti ci sarà sicuramente Eusebio Di Francesco, che ha iniziato la sua carriera da allenatore proprio con la Virtus Lanciano nel 2008-2009. L’esperienza di Di Francesco in rossonero non fu tuttavia felicissima, in quanto si concluse con l’esonero a fine gennaio.




Dopo Lanciano però Di Francesco è stato promosso in B col Pescara, e soprattutto col Sassuolo in A, contribuendo a consolidare il club emiliano nella massima serie. Il tecnico abruzzese ora è a un passo dalla panchina della Roma, club nel quale ha militato da calciatore tra il 1997 e il 2001: l’ingaggio ufficiale è ormai una formalità legata alla risoluzione del rapporto con il Sassuolo.

L’allenatore della Virtus con la squadra nel dopo partita

Anche Baroni è praticamente “esploso” come allenatore a Lanciano: dopo gli anni alle giovanili di Siena e Juventus, nel 2013-2014 ha guidato la Virtus al miglior risultato della sua storia (decimo posto in B a 2 punti dai play off). Anche Baroni, come Di Francesco, non si è lasciato benissimo con la piazza rossonera: per una serie di incomprensioni nei successivi incontri da allenatore del Pescara contro la Virtus fu contestatissimo dai tifosi frentani.




Tuttavia l’ex difensore del Napoli di Maradona negli ultimi due anni ha avuto modo di dimostrare il proprio valore nel torneo cadetto: l’anno scorso ha giocato i play off con il Novara, e quest’anno li ha vinti con il Benevento. In caso di conferma Baroni avrebbe la prima vera opportunità in A, dopo la breve esperienza a Siena, “in prestito” dalla Primavera, nel 2009.

Baroni nella sala stampa del Biondi in uno dei primi giorni a Lanciano

Dal 1924 al 1920: Lanciano riscopre la data di fondazione del primo club ufficiale





Il nome della nuova squadra di Lanciano sarà accompagnato da una data che potrà spiazzare chi ha seguito i rossoneri negli ultimi anni: il «1920» prende infatti il posto del «1924» che ha accompagnato la rediviva Virtus dal 2008 in poi. In realtà si tratta più che altro di una correzione, in quanto quel «1924» non era la data della fondazione originaria della Virtus, che invece ha visto la luce nel marzo del «1920».

La testata del giornale che nel 1920 annuncia la fondazione del Circolo Sportivo

Quel «1924» probabilmente era stato dettato da un errore di interpretazione o qualcosa di simile, con l’attenuante che, quando nel 2008 si decise di rispolverare il nome storico della squadra di Lanciano, non erano state ancora fatte ricerche approfondite. Del resto gli stessi proprietari della Virtus non sono mai stati grandi appassionati di storia patria calcistica.




Oggi invece sappiamo con certezza che nel 1924, per ragioni politiche, c’era stata solo una “ricompattazione” delle varie anime della Lanciano sportiva, in precedenza separate da una scissione che, sempre per ragioni politiche, aveva causato la fuoriuscita di un cospicuo numero di soci dal Circolo Sportivo Virtus fondato nel 1920.

La carta intestata della Virtus Lanciano nel 1954 fa risalire la nascita del club al 1920

Tra l’altro nel corso degli anni ’20, nonostante la continuità di uomini e di intenti, il club ha “subito” diversi aggiustamenti del nome: il «Circolo Sportivo Virtus» delle origini è diventato «Unione Sportiva Virtus» nel succitato 1924, per poi passare a «137esima Legione Mvsn Monte Majella – Gruppo Sportivo Virtus» dal 1927, quando la milizia fascista prende il controllo diretto del club, e quindi «Società Sportiva Virtus» nel 1929 quando, almeno formalmente, la squadra di calcio viene slegata dalla Milizia.




Ad ogni modo, cambi di denominazione a parte, il 1920 resta la data fatidica della posa della pietra miliare: sicuramente già una dozzina di anni prima in città si giocava a foot-ball, ma è allora che a Lanciano nasce finalmente una società strutturata e caratterizzata dai crismi dell’ufficialità, con tanto di statuto e assegnazione di finanziamenti ministeriali e comunali per le proprie attività.

Il 1920 come data di fondazione del sodalizio rossonero sull’album album Panini 1980-81

I contemporanei erano ben coscienti di quella data di nascita: il barone Rino Cocco, presidente virtussino nel 1929-30, in un’intervista al Giornale d’Abruzzi e Molise alla vigilia del campionato dice che «fra le società sportive abruzzesi, la nostra, dal 1920, ha affrontato dure battaglie». Negli anni ’50 sulla carta intestata della Virtus viene riportato come anno di fondazione il 1920, stessa data che compare le prime volte in cui lo scudo rossonero viene riprodotto sugli album delle figurine Panini.

I precedenti tra rossoneri e gialloverdi: l’Ortona non ha mai vinto a Lanciano

Quella tra le principali squadre di Lanciano e Ortona è stata una sfida di cartello del calcio abruzzese soprattutto nella prima metà negli anni ’50, quando entrambe le formazioni lottavano nel torneo regionale di Promozione per l’accesso in Quarta Serie. I rossoneri ci riuscirono nel 1956 e i gialloverdi nella stagione successiva, inaugurando così quell’epoca d’oro del calcio ortonese culminata con la promozione in Serie C nel 1958.

I club delle due città della Frentania hanno comunque partecipato 30 volte allo stesso campionato, la prima delle quali nella divisione regionale 1939-40, oltre a essersi affrontati, per ovvie ragioni di prossimità, anche numerose volte in amichevole.

Giocatori e tifosi rossoneri tornano da un’amichevole a Ortona nel marzo del 1938

Il bilancio delle sfide di campionato vede decisamente in vantaggio Lanciano con 16 successi contro i 6 dei rivali. Il primo acuto ortonese è arrivato solo nel 1954, tra le mura amiche come tutte le vittorie dei gialloverdi, che quindi non hanno mai espugnato finora il campo avverso. La vittoria più larga dei rossoneri è stato lo 0-5 con cui la Pro Lanciano si è affermata in trasferta nel 1967-68; l’Ortona ha vinto al massimo 3-1: nel 1954-55 e nel 1959-60.

La maggior parte degli incontri contro gli ortonesi la squadra di Lanciano li ha ospitati al campo del Littorio-della Vittoria, dove le due formazioni si sono incrociate 11 volte; dopo l’inizio dei lavori per la costruzione del tribunale, l’Ortona ha affrontato 3 volte la Pro Lanciano a Villa delle Rose, mentre solo nel 1998-99 Lanciano-Ortona si è giocato all’attuale Biondi, allora ancora Cinque Pini.

La Virtus Lanciano in campo a Ortona nella stagione 1953-54

Quasi tutti i precedenti tra rossoneri e gialloverdi si sono svolti nel massimo torneo regionale, che nel corso degli anni si è chiamato Prima Divisione, Promozione e Prima Categoria, mentre solo 2 volte il “derby frentano” è valso per un torneo interregionale (Quarta Serie 1957-58 e Cnd 1998-99).

Nel “testa a testa” con Ortona solitamente Lanciano ha avuto la meglio: quando si sono ritrovati nello stesso torneo, i rossoneri sono arrivati 12 volte su 15 davanti ai rivali, e tra queste in 4 occasioni a fine stagione hanno festeggiato il diritto a passare nella categoria superiore (due volte in Serie C, una in Quarta Serie e una in C2); nelle 3 volte che Ortona ha preceduto i rossoneri in classifica, in 2 occasioni ha conquistato la promozione (una in Serie C e una in Serie D).

La Pro Lanciano 1967-68 che fa registrare il successo con lo scarto più ampio sui gialloverdi

Il capocannoniere delle sfide tra Lanciano e Ortona è Enrico Esposito, che tra il 1964 e il 1968 ha segnato 5 reti in 4 diverse partite. Dall’altro lato i migliori marcatori ortonesi sono stati Nicola Ranieri e Tommaso Francescucci, entrambi con 3 gol: il primo le ha fatte tra il 1955 e il 1960, il secondo tra il 1960 e il 1966.

Miglior marcatore in una solo partita è stato Giuseppe Baccilieri, allenatore-giocatore dei rossoneri che nella gara di andata vinta 4-1 nel 1939-40 ha realizzato una tripletta. In quello stesso campionato la gara vinta 0-1 dal Lanciano al ritorno fu decisa da Alfredo Simoncini, centravanti che, con il gol siglato con la maglia dell’Ortona nel 1941-42, è l’unico ad essere andato in rete con entrambe le squadre nelle sfide tra lancianesi e gialloverdi.

Da Romano a Pupillo: i grandi ex del passato in rossonero e gialloverde

L’elenco dei giocatori importanti che hanno difeso i colori sia di Lanciano sia di Ortona comincia con un paio di pionieri del foot-ball abruzzese: gli ortonesi Francesco Paolo Romano e Dario Colaiezzi giocano infatti su entrambe le sponde con le prime squadre di calcio che sorgono negli anni ’20 nelle due città.

Romano e Colaiezzi fanno naturalmente parte delle compagini allestite a Ortona a metà del decennio. Nel 1925 però, quando la Virtus Lanciano si affilia alla Figc e si iscrive al Campionato Abruzzese di Qualificazione, vengono arruolati nella truppa rossonera, perché gli ortonesi non partecipano alla competizione. Entrambi mediani, tra loro il più forte è sicuramente Romano, al quale nella Virtus viene affidato il delicato ruolo di centromediano, mentre quando gioca nell’undici di Ortona è il capitano.

La virtus Lanciano 1925 con Romano e Colaiezzi, primo e secondo da destra al centro

A ridosso della guerra a firmare il primo successo della storia gialloverde è un mito dello sport rossonero, Giuseppe Baccilieri. Reduce dalle promozioni in Serie C prima col Rimini e poi col Lanciano, nel 1940-41 Baccilieri fa il tris a Ortona, anche qui ingaggiato con il duplice ruolo di allenatore-giocatore. Dopo la vittoria però Ortona sarà costretta a rinunciare al campionato nella categoria superiore per motivi economici.

Baccilieri in seguito si trasferisce a Potenza, dove porta con sé il centravanti Rocco Borromeo. Ortonese classe 1924, Borromeo torna con Baccilieri a Lanciano nel 1944 per partecipare al primo torneo rionale del Dopoguerra, e milita nel Lanciano che si iscrive al Campionato Abruzzese Misto 1944-45; la Virtus lo corteggia, senza fortuna, quando nel 1947 torna in Serie C.

L’Ortona 1940-41: al centro in ultima fila Baccilieri, e alla sua sinistra Borromeo

Con Borromeo i tifosi rossoneri avranno a che fare di nuovo nel 1951, quando è al centro di uno storico scandalo del calcio abruzzese e gioca a Vasto: insieme al portiere Luigi Leonelli viene corrotto da alcuni emissari del Chieti per favorire la vittoria dei neroverdi all’Aragona. L’inchiesta della Lega porta alla squalifica dei due, oltre alla retrocessione del Chieti all’ultimo posto, ma la sentenza viene annullata dalla Caf a campionato finito, e la riabilitazione del Chieti costringe Virtus e Vastese a uno spareggio per non retrocedere che vede soccombere i rossoneri.

Negli anni ’50 il grande doppio ex è invece Walter Pupillo, terzino che ha già vinto il campionato con Pescara, Sulmona e Teramo; nel 1955-56 lo vince con la Virtus, e poi passa all’Ortona, dove nel 1957-58 è trai protagonisti della promozione in Serie C, traguardo al quale anche questa volta Ortona è costretta a rinunciare per problemi economici.

Pupillo è al centro nella fila degli accosciati nell’Ortona 1957-58

Una folta colonia di ex rossoneri e spallini nel Guastameroli che domenica ospita la Marcianese

È praticamente un derby l’incontro che domenica mette di fronte Guastameroli e Marcianese: alle 14:30, al campo di Colle della Fonte, si affrontano le squadre di due centri confinanti, entrambe caratterizzate dal fatto di portare il nome di una contrada del territorio comunale.

A fare di Guastameroli-Marcianese una sfida sentita c’è sicuramente poi la posta in palio, in quanto entrambi i club stazionano in zona play off. Ma vanno messi in conto anche il fatto che le due formazioni non sono cambiate molto rispetto a quelle che si sono affrontate negli ultimi anni, nonché la presenza nella rosa nerarancio di una folta schiera di lancianesi con un passato sia in rossonero sia nella Spal.

L’allenatore del Guastameroli Matteo Pasquini

L’allenatore del Guastameroli Matteo Pasquini

In quattro sono cresciuti nelle giovanili del vecchio Lanciano 90, a partire dall’allenatore Matteo Pasquini, nato nel 1979, da quattro anni tecnico dei nerarancio. Fino alla stagione scorsa Pasquini ha ricoperto il doppio ruolo di allenatore-giocatore, ma per il momento quest’anno è stato costretto a “limitarsi” alla panchina a causa di infortuni.

Nel Lanciano 90 si sono formati anche Andrea Menno Di Bucchianico, Danilo Fischio e Marco Salvatore, tutti classe 1977. Menno Di Bucchianico è poi rimasto nel club di Stefano Mercadante anche quando, dopo il fallimento dell’AC Lanciano, è diventato la prima squadra della città e ha iniziato la scalata verso il Cnd.

L’undici titolare del Guastameroli che ha sconfitto lo Sporting San Salvo: da sinistra Del Bello, Pagano, Lanci, Di Camillo, Angelucci, Sciarrino, Di Campli, Annecchini, Fischio, Di Girolamo e Iarlori

L’undici titolare che nella dodicesima giornata ha sconfitto lo Sporting San Salvo al campo di Colle della Fonte: da sinistra Del Bello, Pagano, Lanci, Di Camillo, il capitano Angelucci, Sciarrino, Di Campli, Annecchini, Fischio, Di Girolamo e Iarlori

Mister Pasquini ha militato pure nella Spal Lanciano, e proprio dalla società biancazzurra sono arrivati quest’anno Nicola Annecchini, Daniele Giardino e Raffaele Pagano, che rappresentano alcune delle novità nella rosa del Guastameroli rispetto al precedente torneo di Prima Categoria (Fischio e il portiere Filippo Del Bello sono gli altri acquisti dell’estate). Ex spallino è uno dei rinforzi del mercato invernale, Vincenzo Cianci, appena arrivato in nerarancio insieme a Paolo Ciarelli.

Diversi sono infine i giocatori che si sono formati nella Virtus o nella vecchia SS Lanciano, come Mauro Casalanguida, il già citato Ciarelli, Paolo Di Camillo, Stefano Di Girolamo, Edoardo Iarlori e Raffaele Pagano. Di Camillo ha inoltre fatto parte dello staff tecnico delle giovanili virtussine, collaborando con il padre Marcello quando era allenatore degli Allievi nazionali.

guastameroli-marcianese

Il cammino del Guastameroli in campionato
1a
Guastameroli-Real Montazzoli 2-1
2a San Vito 83-Guastameroli 1-4
3a Guastameroli-Roccaspinalveti 1-1
4a Real Porta Palazzo-Guastameroli 0-0
5a Guastameroli-Fresa 2-1
6a Tre Ville-Guastameroli 0-6
7a Guastameroli-Piazzano 2-1
8a Tollese-Guastameroli 1-0
9a turno di riposo
10a Guastameroli-Paglieta 0-0
11a Ortona-Guastameroli 5-0
12a Guastameroli-Sporting San Salvo 2-1
13a Trigno Celenza-Guastameroli 0-2

I marcatori del Guastameroli
6
Carmelo Sciarrino
5 Stefano Di Girolamo
4 Edoardo Iarlori
2 Danilo Fischio, Raffaele Pagano
1 Annecchini, Luca Sgrignoli

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Nel girone C vola l’Orsogna di mister Morgione

Se il campionato di Prima Categoria fosse iniziato con il suo arrivo in panchina, l’Orsogna sarebbe la capolista del girone C: a rigenerare i biancazzurri dopo un avvio poco felice è stato Massimiliano Morgione, lancianese ed ex calciatore rossonero che in carriera vanta due campionati vinti quando il presidente era Ezio Angelucci.

Morgione, classe 1967, è stato infatti schierato titolare da Carlo Florimbi nello spareggio per la promozione in C2, giocato a Latina contro il Chieti nel maggio del 1986. Dieci anni dopo, nell’Eccellenza 1997-98, ha invece disputato 29 partite di campionato (e segnato tre reti) con la squadra che è stata promossa in Cnd e ha vinto la fase regionale della Coppa Italia.

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Morgione durante i festeggiamenti per la vittoria dell’Eccellenza 1997-98 (foto dal numero speciale «Lanciano 1997-1998: due anni da leggenda» curato da Stefano De Cristofaro)

Quest’anno Morgione si è seduto sulla panchina biancazzurra alla quarta giornata. La dirigenza guidata dalla presidentessa orsognese Angela Di Benedetto aveva rimosso l’allenatore Gianni Simonetti dopo il primo turno, e la squadra è rimasta per un paio di partite senza guida tecnica. Con l’arrivo dell’ex mediano rossonero l’Orsogna ha iniziato a volare: Morgione ha debuttato con una vittoria sul Villa Santangelo, e dopo un pareggio a Popoli ha infilato tre vittorie di fila, l’ultima delle quali domenica in casa con l’Alanno grazie a un gol di Bruno Sferrella, attaccante che ha militato negli Allievi e nella Berretti della Virtus Lanciano.

Una formazione dell’Orsogna schierata a centrocampo prima del fischia d’inizio

Una formazione dell’Orsogna a centrocampo prima del fischio d’inizio

Sferrella ha segnato 4 reti nelle ultime tre gare, ed è uno dei tanti ragazzi in rosa che hanno fatto le giovanili a Lanciano: oltre a lui, sono passati per la Virtus pure Emanuele Cianci, Matteo Rota e Gian Marco Barone, che ha inoltre esordito in Coppa Italia di Lega Pro; Simone Abbonizio, Maurizio Marconetti e Matteo Di Meco hanno militato nella Spal Lanciano; Tommaso Luciano e Mattia Valentini sono stati sia nelle giovanili rossonere sia nella Spal; il portiere Paolo De Iuliis invece era nella rosa del Lanciano ’90 di Stefano Mercadante.

L’Orsogna, che nella scorsa stagione ha giocato i play off per la Promozione, è ora quarto a pari punti con Scafa e Popoli, a tre punti della capolista Sant’Anna, e nella nona giornata sarà impegnato a Fossa, in provincia dell’Aquila.

San Vito 83-Marcianese: ex di turno ed ex Lanciano in campo

Sono quattro gli ex di turno in campo nella sfida di domenica al Tommaso Verì che in questi anni hanno militato sia nel San Vito 83 sia nella Marcianese. Da un lato c’è il portiere dei biancazzurri Mario Cianci, che l’anno scorso militava nella formazione allenata da Antonio Bucci; dall’altro sono tre i rossoneri che hanno vestito la maglia del San Vito: il difensore Alessio Cianfarra, il capitano Gianluca Rullo e l’attaccante Franco Di Odoardo.

Oltre agli ex “puri”, in organico con il San Vito ci sono anche tre ex rossoneri che sono stati tesserati nella Virtus Lanciano e nella SS Lanciano. Il difensore Francesco Toppeta ha giocato nella Berretti, mentre l’allenatore Gianluca Staniscia nella scorsa stagione è stato il collaboratore di Salvatore Alfieri, tecnico della Primavera dopo il passaggio di Primo Maragliulo alla guida della prima squadra.

Il grande ex tra quanti hanno vestito la maglia rossonera però è sicuramente Andrea Catenaro, classe 1983 e presidente-giocatore del San Vito 83, cresciuto nel settore giovanile delle SS Lanciano, che Fabrizio Castori ha fatto anche esordire in C1. Catenaro ha avuto come allenatore proprio Antonio Bucci, e ha fatto parte della squadra Allievi che nel 2000 ha sfiorato il titolo nazionale nella finale persa ad Alcamo, in Sicilia, contro l’Albinoleffe.

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Il capitano della Marcianese Rullo a San Vito è uno degli ex di turno

Marino, la camicia nera presidente di Lampo San Vito e Virtus Lanciano

Oltre a giocare l’una contro l’altra la prima partita di football, le società sportive di Lanciano e San Vito negli anni ’20 sono state accomunate anche dall’aver avuto a capo lo stesso presidente: Marino Marino, nel 1920 fondatore della Società Sportiva Lampo e, tra il 1927 e il 1929, presidente della Virtus per “cause politiche”.

Quando nasce la Lampo Marino ne è il presidente. Come tale viene infatti citato nella corrispondenza per l’inaugurazione dello iòle (o “la jòla”, come scrive il giornale) del club, un’imbarcazione a remi per gare di canottaggio. Quando si gioca la partita di calcio tra Virtus e Lampo a Villa delle Rose, il 18 luglio del 1920, presenzia ovviamente anche «il Dott. Marino, che cura sempre la sua barbetta», rileva il periodico satirico lancianese L’Ardiche, «tenendo presente quella del suo illustre conterraneo D’Annunzio».

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La caserma a Santa Chiara in un’immagine di inizio ’900

Marino è un personaggio di primo piano del fascismo nella zona frentana. Oltre a essere podestà del paese, è anche il console della 137esima Legione Monte Majella della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (Mvsn) di Lanciano, che sede nella caserma di Santa Chiara, ed è stato insignito della Croce di cavaliere della corona d’Italia. Il suo passaggio a capo della Virtus matura tra il 1926 e il 1927: il fascismo si rende conto che il calcio sta diventando il primo sport nazionale e, in quanto tale, è un mezzo di propaganda e di controllo da non sottovalutare.

In questo periodo i vertici del Pnf fondano o acquisiscono il controllo diretto di molte società sportive, oppure ne nominano i vertici. A Lanciano il compito di gestire, ma anche di far progredire, il pallone, viene affidato alla Milizia. La Virtus, che tra l’altro pure aveva sede a Santa Chiara, nella stagione 1927-28 prende così ufficialmente il nome di «137esima Legione Monte Majella – Gruppo Sportivo Virtus», anche se sui giornali continuerà a essere semplicemente «Virtus».

La Virtus 1928-29 in una foto pubblicata sul Littoriale

E Marino, in quanto console delle camicie nere, assume appunto anche la carica di presidente del sodalizio negli anni in cui i rossoneri si affermano in ambito regionale e interregionale. L’incarico sportivo del fascista sanvitese a Lanciano cessa nel 1929, quando il club viene formalmente slegato dalla Milizia e diventa più semplicemente «Società Sportiva Virtus». Tuttavia tra i dirigenti restano diverse camicie nere, come il barone Rino Cocco che è il nuovo presidente, o il capomanipolo Ernesto Di Camillo, ex calciatore virtussino che viene nominato amministratore dall’assemblea dei soci.

Sport a parte, Marino resterà in camicia nera fino all’ultimo, e a guerra finita sarà chiamato a rispondere dell’uccisione di cinque detenuti politici nel periodo in cui tiene il comando di Firenze in qualità di luogotenente generale della Milizia. Nell’agosto del 1947 la Corte d’appello del capoluogo toscano lo proscioglie dall’imputazione dell’omicidio dei detenuti politici, e resta solo l’accusa di collaborazionismo dalla quale viene liberato grazie all’amnistia Togliatti del 1946.

Sulla cronaca locale c’è chi saluta con soddisfazione questa notizia dell’assoluzione di Marino «della vicina San Vito, legato alla nostra città da vecchi vincoli di amicizia», come scrive una corrispondenza da Lanciano del Messaggero, «siamo lieti che sia stato restituito alla famiglia ed alla società un uomo di cui sono ben note la rettitudine e la bontà».