Aquilanti giocherà in Serie C con la Sicula Leonzio

Antonio Aquilanti nella prossima stagione vestirà la maglia della Sicula Leonzio, club di Lentini, in provincia di Siracusa, neopromosso in Serie C. L’ex difensore rossonero, ultimo capitano della Virtus Lanciano in B, ha firmato un contratto di due anni con la società siciliana.




Aquilanti nelle scorse settimane si è allenato al Biondi con il Lanciano di Alessandro Del Grosso. A corteggiarlo è stato anche il Francavilla, formazione abruzzese ripescata in Serie D, dove si sono accasati gli ex rossoneri Federico Amenta e Mohamed Fofana. Il calciatore lancianese ha però preferito continuare a giocare tra i professionisti. Nell’ultima stagione ha militato nel Feralpisalò dopo sei anni con la maglia rossonera.

Amenta torna in campo e firma per il Francavilla

Federico Amenta continuerà a giocare e nella stagione 2017-2018 vestirà la maglia del Francavilla in Serie D. L’ex centrale difensivo della Virtus Lanciano, club con il quale ha collezionato oltre 200 presenze tra Prima Divisione e Serie B, nei mesi scorsi aveva declinato l’offerta del Lanciano Fabio De Vincentiis, manifestando la volontà di appendere le scarpe al chiodo.




Adesso però Amenta è tornato sui suoi passi e ha firmato per la società che proprio De Vincentiis ha ceduto all’imprenditore frentano Gilberto Candeloro, che un anno fa era sul punto di guidare il nuovo corso del calcio frentano in seguito al forfait della Virtus. Amenta nella scorsa stagione ha iniziato il campionato di Prima Divisione con la Juve Stabia, ma a dicembre ha rescisso il contratto con i campani.

Stretta di mano tra Candeloro e Amenta (dalla pagina Fb Francavilla Calcio 1927)

Aquilanti verso il Francavilla di Candeloro?

Antonio Aquilanti, ultimo capitano della Virtus Lanciano in Serie B, sarebbe uno degli obiettivi del nuovo Francavilla di Gilberto Candeloro, l’imprenditore frentano che dopo il “misterioso” no di un anno fa al calcio rossonero ha ora deciso di investire in riva all’Adriatico. A riportare la notizia oggi è stato il portale Abruzzo Calcio Dilettanti. Nel mirino del Francavilla inoltre c’è già l’ex attaccante del Pescara Marco Sansovini.




Aquilanti dopo la mancata iscrizione della Virtus si è accasato al Feralpisalò, in Prima Divisione, dove quest’anno in campionato ha collezionato 32 presenze, 2 delle quali da capitano. Con la maglia rossonera invece, tra il gennaio 2010 e la stagione 2015-2016, ha giocato oltre 170 gare ufficiali.

Più vite di un gatto: i fallimenti e le rinascite del calcio lancianese

La prima volta fu nel lontano 1925, quando la Virtus, appena affiliata al neocostituito comitato regionale della Figc, gettò la spugna al termine del Campionato Abruzzese di Qualificazione. E non fu l’ultima, perché la squadra di Lanciano da allora è fallita complessivamente la bellezza di undici volte: più delle proverbiali nove vite dei gatti!




Sono state débâcle più o meno dure da digerire, quasi sempre maturate per motivi essenzialmente economici. Spesso la squadra è semplicemente ripartita da una categoria inferiore, in altre occasioni è addirittura seguita l’inattività; nel 2008 il fallimento “in corsa” ha permesso di conservare la categoria, mentre un anno fa c’è stato il salto all’indietro più lungo e amaro che si ricordi. Ma sempre, come sta accadendo in questi giorni, la Lanciano calcistica ha saputo rialzarsi.

1 / 1925. Non fu un grandissimo campionato quello del debutto dei rossoneri nelle competizioni federali. In Abruzzo il football muoveva i primi passi, e nonostante il gioco a Lanciano si praticasse fin da inizio secolo, la formazione frentana non brillò nel proprio girone. Il club fondato nel 1920 era stato da poco ricompattato dopo la scissione del 1921, e la presidenza era affidata al preside del liceo ginnasio, Francesco Milano. Quella Virtus, carente per organizzazione e per mezzi finanziari, già nel 1926 rinunciò a partecipare al nuovo campionato organizzato in Abruzzo.

La Virtus Lanciano che nel 1925 debutta in un campionato ufficiale

2 / 1930. Nel giro di un paio d’anni la Virtus rinasce più forte di prima, tant’è che nel 1929-30 è la prima squadra d’Abruzzo, l’unica che partecipa a una competizione interregionale, ed è inserita nel girone meridionale della Prima Divisione, terzo livello del calcio italiano nella stagione in cui nascono Serie A e B a girone unico. Il prestigio è grande, ma è anche enorme lo sforzo economico in una città dove le industrie principali già avvertono forti segnali di crisi: nel gennaio del 1930 inizia l’agonia della Virtus che, abbandonata anche dalle istituzioni, si ritira prima di giocare le ultime due giornate di campionato.




3/1931. Negli anni ’30 Lanciano fa fatica a riorganizzare una società di calcio degna del suo recente passato. Nella stagione 1930-31, sotto la guida dei vertici del fascismo cittadino, nasce il Gruppo Sportivo Duilio D’Autilio. La squadra, che scende in campo in maglia azzurra, non sfigura nel torneo di Terza Divisione Abruzzese, tanto che alla fine si piazza al terzo posto. A fine anno però Lanciano è di nuovo senza squadra.




4 / 1934. Per ben due stagioni gli sportivi locali non riescono a iscrivere una squadra alle competizioni federali. Ci si riesce finalmente nel maggio del 1933, quando viene fondata l’Associazione Sportiva Lanciano. Il redivivo undici frentano, che stavolta sceglie di indossare una divisa granata, è addirittura meno longevo degli azzurri della D’Autilio: si ritira alla nona giornata, e a fine stagione dichiara la propria inattività.

Amichevole precampionato della Duilio D’Autilio nel novembre del 1930 a Villa delle Rose

5 / 1941. La successiva riorganizzazione del calcio cittadino è ancora più faticosa: bisogna aspettare il 1937-38 per rivedere Lanciano nei ranghi della Figc, rappresentata dal locale Fascio Giovanile di Combattimento, che si affilia alla federazione e diventa successivamente Associazione Calcistica Lanciano. In due anni il club guidato dal presidente Alberto D’Alessandro, che ha ripreso i colori rossoneri, riconquista la terza serie nazionale. Dopo il campionato di Serie C 1940-41, nonostante la salvezza sul campo, la società è purtroppo costretta alla rinuncia per problemi economici.

6 / 1942. Il testimone viene presto raccolto dall’Associazione Calcistica Frentana di Tommaso Maiorini, che in maglia gialloblù subito si impone nel campionato regionale di Prima Divisione e conquista la promozione in Serie C. La gioia sportiva, con la guerra ormai in casa, dura appena un’estate, perché la squadra di Lanciano non si iscrive all’ultimo campionato di Serie C messo in cantiere in Italia prima della sospensione dell’attività calcistica per cause belliche. A condizionare la Frentana, sono inoltre le chiamate alle armi dei suoi giocatori.




7 / 1945. Subito la guerra, l’attività calcistica nella nostra regione riprende con il Campionato Abruzzese Misto. Maiorini si fa di nuovo carico di affiliare un club alla Figc, che stavolta è l’Associazione Calcio Lanciano. Purtroppo pure in questa occasione la vita del club lancianese è effimera, e la società resta così fuori dai campionati che, nel 1945-46, la Federazioni rinizia con fatica a strutturare nella classica piramide che comporta promozioni e retrocessioni.

Una formazione della Frentana, subito vittoriosa ma presto costretta al forfait

8 / 1959. Dopo una stagione di inattività rinasce la Virtus, che si fa onore tra la divisione abruzzese e quella interregionale che viene creata tra Serie C e campionati regionali. I primi anni ’50 sono anni di grande furore sportivo a Lanciano: i rossoneri conquistano finalmente l’ammissione in Quarta Serie nel 1956, ma dopo un periodo di grandi sforzi economici, la nuova Virtus getta la spugna nel 1959, concludendo con la retrocessione il campionato regionale 1957-58 giocato con una squadra di giovanissimi.




9 / 1992. Dalle ceneri della Virtus nasce la Pro Lanciano, che praticamente è la denominazione acquisita dal Borgo Lanciano. La squadra con questo nome riconquista la Serie D nel 1968, e per diverse stagioni lotta fino all’ultimo per salire in C. Nel 1977, nello stesso anno in cui scompare il “Pro”, Lanciano viene ammesso in Serie C2, categoria nella quale passa buona parte degli anni ‘80 fino al nuovo fallimento. La società, economicamente disastrata, conclude la stagione all’ultimo posto e non si iscrive al Campionato Nazionale Dilettanti 1992-1993.




10 / 2008. A rappresentare la città dal 1992 è il Lanciano 90, che parte dalla Promozione e si assesta tra Cnd ed Eccellenza. Nel 1997, con il ritorno al timone di Ezio Angelucci (e il cambio di nome in SS Lanciano), inizia la scalata verso la C1: nel 2001 Lanciano, dopo oltre mezzo secolo rimette piede nella terza serie nazionale. Con passaggio del club a Paolo di Stanislao nel 2006, matura il fallimento del 2008, che però a campionato in corso vede subentrare l’arrivo dei Maio, che rilevano il club rispolverando la storica denominazione Virtus e conquistando un’inaspettata promozione in Serie B nel 2012.

La Virtus Lanciano in Serie B: Falcinelli in azione contro il Padova

11 / 2016. È il tonfo più doloroso e improvviso nella storia del calcio lancianese. Nonostante le tante avvisaglie, subito dopo la retrocessione dalla Serie B i vertici societari assicurano l’iscrizione della squadra in Lega Pro. Per questo a fine giugno la scomparsa del club dal calcio professionistico, con la Virtus che si riduce al solo settore giovanile, è un fulmine a ciel sereno. A Lanciano non resta che affidarsi alla Marcianese, club di Prima Categoria che rappresenta la prima squadra cittadina nella stagione 2016-17, e che mette a disposizione il proprio titolo sportivo per far nascere il Lanciano Calcio 1920, sul quale i tifosi rossoneri ripongono le proprie speranze.

L’ex Virtus Andrea Conti al Milan

L’ex terzino della Virtus Lanciano Andrea Conti ha firmato nei giorni scorsi un contratto quinquennale con il Milan. Conti ha giocato in prestito a Lanciano in Serie B nel 2014-2015 (24 partite in campionato e 1 in Coppa Italia), dopo aver esordito tra i professionisti nella stagione precedente col Perugia in Lega Pro. Il neomilanista a Lanciano era in prestito dall’Atalanta, club nel quale è tornato dopo l’esperienza in Abruzzo, e dove nell’ultimo campionato di Serie A è arrivato a segnare 8 reti in 33 partite.




Conti intervistato da Milan Tv dopo la firma del contratto

Tre ex rossoneri nell’Under 21 che gioca gli Europei in Polonia





Il selezionatore della nazionale Under 21 Luigi Di Biagio ha convocato tre ex giocatori della Virtus Lanciano nella rappresentativa nazionale impegnata negli Europei di categoria che si giocano in Polonia. Tra i 23 azzurrini ci sono Alberto Cerri (numero 9; con la Virtus 19 presenze e 4 gol nel 2014-2015), Andrea Conti (12; 24/0 nel 2014-2015) e Alessio Cragno (17; 20/-29 nel 2015-2016).




L’Italia è inserita nel gruppo C, e debutta domenica 18 giugno alle 20:45 a Cracovia contro la Danimarca; mercoledì 21 alle 18:00 affronta la Cechia; sabato 24 alle 20:45 chiude il girone con la Germania. Le eventuali semifinali sono fissate per il 27 giugno, mentre la finale viene disputata il 30 giugno.

La foto ufficiale dell’Italia Under 21 impegnata in Polonia

Cinque anni dopo: dove sono i rossoneri in campo nella mitica finale di Trapani?

Il 10 giugno di cinque anni fa Lanciano vinceva a Trapani la finale dei play off conquistando per la prima volta nella sua storia il diritto a partecipare al campionato di Serie B. Ricordate la formazione di quella Virtus? Tra chi è ancora in B, chi ha giocato o sta ancora giocando i play off di Lega Pro, e chi ha vinto un campionato dilettantistico, ecco dove sono finiti, e cosa hanno fatto, coloro che quel giorno sono scesi in campo e il loro allenatore.




VINCENZO ARIDITÀ: Con la promozione in Serie B ha perso la maglia da titolare, ma è ugualmente rimasto in rossonero fino alla scorsa stagione. Nell’ottobre 2016 si è accasato alla Sambenedettese, nel girone B di Lega Pro, e ha giocato 22 partite con la squadra che è stata poi eliminata al primo turno dei play off dal Lecce. Con lui in rosa c’erano altri tre ex Virtus: Armin Bačinovič (da gennaio), Nicolas Di Filippo e Stefano Ferrario; se resta anche l’anno prossimo, avrà come allenatore Francesco Moriero.

ANTONIO AQUILANTI: Promosso capitano in seguito all’addio di Mammarella, dopo il forfait della Virtus a luglio ha firmato per il Feralpisalò. Aquila nel campionato da poco finito ha disputato 32 gare (due delle quali da capitano), e la sua squadra ha finito all’ottavo posto, qualificandosi ai play off dove è stata eliminata dalla Reggiana al primo turno.

CARLO MAMMARELLA: Il suo è stato uno degli addii più dolorosi dell’infruttuosa rivoluzione di gennaio. Il capitano rossonero è passato dalla Virtus alla Pro Vercelli, dove ha raggiunto per due stagioni la salvezza in Serie B. Quest’anno, diventato capitano anche delle bianche casacche, ha collezionato 29 presenze e 1 gol (decisivo per la salvezza a fine campionato, quando è rientrato dopo un paio di mesi di infortunio). Con lui a Vercelli c’erano gli ex rossoneri Gianmario Comi e Umberto Germano.




ROBERTO D’AVERSA: Dopo il primo anno di B è stato in rossonero come dirigente e quindi come allenatore. Esonerato nel gennaio 2016, è rimasto alla finestra fino a dicembre, quando è stato chiamato sulla panchina dell’ambizioso Parma, nel girone B di Lega Pro, in seguito all’esonero di Luigi Apolloni. Ha preso la formazione gialloblù sesta in classifica e ha concluso il campionato al secondo posto; nei play off è arrivato alla final four che si gioca dal 13 al 17 giugno a Firenze.

dal 41’ st FABRIZIO PAGHERA: Anche lui ha lasciato Lanciano nel gennaio 2016: con il mercato invernale è passato all’Avellino. Nella sua seconda stagione in Irpinia ha collezionato 27 presenze in campionato, 24 delle quali da titolare. L’Avellino ha concluso al 14esimo posto, con 6 punti in più della quartultima che è retrocessa senza play out.

LEONARDO MASSONI: Dopo il prestito alla Virtus è rientrato al Sassuolo, ma in B non ha mai giocato e a gennaio si è trasferito in Lega Pro al Perugia, dove nel 2013-2014 ha vinto il campionato con Andrea Camplone allenatore. Nel 2014-2015 è rimasto in C iniziando la stagione al Monza e passando alla Carrarese a gennaio, dove quest’anno ha giocato 32 partite (6 delle quali da capitano). Ai play out la sua squadra si è salvata ai danni della Lupa Roma.

FEDERICO AMENTA: Dopo la mancata iscrizione della Virtus, a luglio è stato ingaggiato dalla Juve Stabia, nel girone C di Lega Pro. Quella con le vespe non è stata però un’esperienza felice per l’ex rossonero, che ha giocato solo quattro partite a inizio campionato, e a dicembre ha rescisso il contratto di comune accordo con la società.




VINCENZO SARNO: È salito in B con la Virtus, ma dopo la promozione ha preso la strada di Reggio Calabria, dove ha giocato un anno tra i cadetti prima di tornare a vincere il campionato di Lega Pro con la Virtus Entella. Dal 2014-2015 è al Foggia, quest’anno vincitore del girone C di Lega Pro (ha contribuito con 30 presenze e 8 reti) e della Supercoppa di Lega Pro. Ha avuto come compagni di squadra Enrico Guarna e Cosimo Chiricò.

dal 25’ st GIORGIO CAPECE: Dopo la promozione in B con la Virtus, è rimasto tra i cadetti con l’Ascoli, club dal quale era in prestito. Retrocesso con i bianconeri, è stato ad Ascoli anche in Lega Pro, per poi passare a Spal, Arezzo e infine Cosenza nel girone C di Lega Pro, dove quest’anno ha totalizzato 21 presenze (11 da titolare). I calabresi ai play off, nei quali Capece non ha mai giocato, sono stati eliminati dal Pordenone ai quarti.

GAETANO VASTOLA: In seguito al forfait della Virtus, ad agosto si è accasato al Racing Roma, nuova denominazione del club che l’anno precedente aveva sede ad Ardea e aveva “gestito” la Berretti virtussina. La formazione romana si è piazzata all’ultimo posto nel girone A di Lega Pro, retrocedendo così in Serie D. Vastola ha giocato 37 partite, tutte da titolare, ricevendo una sola sostituzione.

LEONARDO PAVOLETTI: Conquistata la Serie B, è rientrato a Sassuolo, collezionando 33 presenze e segnando 11 reti con la squadra che ha vinto il campionato di B. Poi è stato girato al Varese (24 gol in una stagione compresi play out di B) e, prima di cederlo definitivamente, il Sassuolo lo ha fatto esordire in A. È andato al Genoa nel gennaio 2015 (44 partite e 23 gol), e a gennaio è stato venduto al Napoli.





ALESSANDRO VOLPE: Ha lasciato la Virtus dopo un anno di Serie B, quando è tornato in Lega Pro per giocare nella Salernitana; a gennaio 2015 è passato al Grosseto e quindi alla Lupa Castelli Romani e alla Lupa Roma. Nel novembre scorso è stato tesserato dall’Sff Atletico, club romano che ha vinto il girone A dell’Eccellenza laziale.

MANUEL TURCHI: È l’unico, tra quanti erano scesi in campo a Trapani, ad aver appeso le scarpe al chiodo in questa stagione. È però rimasto nella Virtus, che sta continuando l’attività nel settore giovanile, con ruolo dirigenziale.

dal 38’ st SALVATORE MARGARITA: Dopo Lanciano, l’Ascoli lo ha girato in prestito in Seconda Divisione di Lega Pro, prima al Venezia e poi al Sorrento. Ha lasciato definitivamente il club bianconero con una presenza in Lega Pro due anni fa, e si è accasato quindi in Serie D, prima al Monticelli (salvo ai play out nel girone con le abruzzesi) e quest’anno alla Fermana, che ha vinto il girone F: Margarita ha giocato 19 partite (15 da titolare) e segnato 3 gol.

allenatore CARMINE GAUTIERI: Il tecnico della promozione in B non è stato fortunatissimo dopo la salvezza con la Virtus nel primo anno tra i cadetti. I tifosi rossoneri lo hanno ritrovato da avversario sulle panchine di Varese, Livorno e Latina. Quest’anno a gennaio è stato ingaggiato dalla Ternana, ma dopo la vittoria al debutto ha infilato sei sconfitte di fila che hanno portato al suo esonero a marzo.




Baroni in A: con Di Francesco un altro ex Lanciano in panchina nella massima serie





Marco Baroni vince  la sfida tra ex allenatori del Lanciano per il passaggio in Serie A contro Fabrizio Castori: il Benevento del tecnico fiorentino si aggiudica la finale dei play off di B ai danni del Carpi, e al momento è uno dei due mister con un passato in rossonero che, nella stagione 2017-2018, dovremmo vedere su una panchina della massima divisione.

Di Francesco durante un’amichevole nel ritiro di Caramanico

Nella prossima Serie A infatti ci sarà sicuramente Eusebio Di Francesco, che ha iniziato la sua carriera da allenatore proprio con la Virtus Lanciano nel 2008-2009. L’esperienza di Di Francesco in rossonero non fu tuttavia felicissima, in quanto si concluse con l’esonero a fine gennaio.




Dopo Lanciano però Di Francesco è stato promosso in B col Pescara, e soprattutto col Sassuolo in A, contribuendo a consolidare il club emiliano nella massima serie. Il tecnico abruzzese ora è a un passo dalla panchina della Roma, club nel quale ha militato da calciatore tra il 1997 e il 2001: l’ingaggio ufficiale è ormai una formalità legata alla risoluzione del rapporto con il Sassuolo.

L’allenatore della Virtus con la squadra nel dopo partita

Anche Baroni è praticamente “esploso” come allenatore a Lanciano: dopo gli anni alle giovanili di Siena e Juventus, nel 2013-2014 ha guidato la Virtus al miglior risultato della sua storia (decimo posto in B a 2 punti dai play off). Anche Baroni, come Di Francesco, non si è lasciato benissimo con la piazza rossonera: per una serie di incomprensioni nei successivi incontri da allenatore del Pescara contro la Virtus fu contestatissimo dai tifosi frentani.




Tuttavia l’ex difensore del Napoli di Maradona negli ultimi due anni ha avuto modo di dimostrare il proprio valore nel torneo cadetto: l’anno scorso ha giocato i play off con il Novara, e quest’anno li ha vinti con il Benevento. In caso di conferma Baroni avrebbe la prima vera opportunità in A, dopo la breve esperienza a Siena, “in prestito” dalla Primavera, nel 2009.

Baroni nella sala stampa del Biondi in uno dei primi giorni a Lanciano

Dal 1924 al 1920: Lanciano riscopre la data di fondazione del primo club ufficiale





Il nome della nuova squadra di Lanciano sarà accompagnato da una data che potrà spiazzare chi ha seguito i rossoneri negli ultimi anni: il «1920» prende infatti il posto del «1924» che ha accompagnato la rediviva Virtus dal 2008 in poi. In realtà si tratta più che altro di una correzione, in quanto quel «1924» non era la data della fondazione originaria della Virtus, che invece ha visto la luce nel marzo del «1920».

La testata del giornale che nel 1920 annuncia la fondazione del Circolo Sportivo

Quel «1924» probabilmente era stato dettato da un errore di interpretazione o qualcosa di simile, con l’attenuante che, quando nel 2008 si decise di rispolverare il nome storico della squadra di Lanciano, non erano state ancora fatte ricerche approfondite. Del resto gli stessi proprietari della Virtus non sono mai stati grandi appassionati di storia patria calcistica.




Oggi invece sappiamo con certezza che nel 1924, per ragioni politiche, c’era stata solo una “ricompattazione” delle varie anime della Lanciano sportiva, in precedenza separate da una scissione che, sempre per ragioni politiche, aveva causato la fuoriuscita di un cospicuo numero di soci dal Circolo Sportivo Virtus fondato nel 1920.

La carta intestata della Virtus Lanciano nel 1954 fa risalire la nascita del club al 1920

Tra l’altro nel corso degli anni ’20, nonostante la continuità di uomini e di intenti, il club ha “subito” diversi aggiustamenti del nome: il «Circolo Sportivo Virtus» delle origini è diventato «Unione Sportiva Virtus» nel succitato 1924, per poi passare a «137esima Legione Mvsn Monte Majella – Gruppo Sportivo Virtus» dal 1927, quando la milizia fascista prende il controllo diretto del club, e quindi «Società Sportiva Virtus» nel 1929 quando, almeno formalmente, la squadra di calcio viene slegata dalla Milizia.




Ad ogni modo, cambi di denominazione a parte, il 1920 resta la data fatidica della posa della pietra miliare: sicuramente già una dozzina di anni prima in città si giocava a foot-ball, ma è allora che a Lanciano nasce finalmente una società strutturata e caratterizzata dai crismi dell’ufficialità, con tanto di statuto e assegnazione di finanziamenti ministeriali e comunali per le proprie attività.

Il 1920 come data di fondazione del sodalizio rossonero sull’album album Panini 1980-81

I contemporanei erano ben coscienti di quella data di nascita: il barone Rino Cocco, presidente virtussino nel 1929-30, in un’intervista al Giornale d’Abruzzi e Molise alla vigilia del campionato dice che «fra le società sportive abruzzesi, la nostra, dal 1920, ha affrontato dure battaglie». Negli anni ’50 sulla carta intestata della Virtus viene riportato come anno di fondazione il 1920, stessa data che compare le prime volte in cui lo scudo rossonero viene riprodotto sugli album delle figurine Panini.

I precedenti tra rossoneri e gialloverdi: l’Ortona non ha mai vinto a Lanciano

Quella tra le principali squadre di Lanciano e Ortona è stata una sfida di cartello del calcio abruzzese soprattutto nella prima metà negli anni ’50, quando entrambe le formazioni lottavano nel torneo regionale di Promozione per l’accesso in Quarta Serie. I rossoneri ci riuscirono nel 1956 e i gialloverdi nella stagione successiva, inaugurando così quell’epoca d’oro del calcio ortonese culminata con la promozione in Serie C nel 1958.

I club delle due città della Frentania hanno comunque partecipato 30 volte allo stesso campionato, la prima delle quali nella divisione regionale 1939-40, oltre a essersi affrontati, per ovvie ragioni di prossimità, anche numerose volte in amichevole.

Giocatori e tifosi rossoneri tornano da un’amichevole a Ortona nel marzo del 1938

Il bilancio delle sfide di campionato vede decisamente in vantaggio Lanciano con 16 successi contro i 6 dei rivali. Il primo acuto ortonese è arrivato solo nel 1954, tra le mura amiche come tutte le vittorie dei gialloverdi, che quindi non hanno mai espugnato finora il campo avverso. La vittoria più larga dei rossoneri è stato lo 0-5 con cui la Pro Lanciano si è affermata in trasferta nel 1967-68; l’Ortona ha vinto al massimo 3-1: nel 1954-55 e nel 1959-60.

La maggior parte degli incontri contro gli ortonesi la squadra di Lanciano li ha ospitati al campo del Littorio-della Vittoria, dove le due formazioni si sono incrociate 11 volte; dopo l’inizio dei lavori per la costruzione del tribunale, l’Ortona ha affrontato 3 volte la Pro Lanciano a Villa delle Rose, mentre solo nel 1998-99 Lanciano-Ortona si è giocato all’attuale Biondi, allora ancora Cinque Pini.

La Virtus Lanciano in campo a Ortona nella stagione 1953-54

Quasi tutti i precedenti tra rossoneri e gialloverdi si sono svolti nel massimo torneo regionale, che nel corso degli anni si è chiamato Prima Divisione, Promozione e Prima Categoria, mentre solo 2 volte il “derby frentano” è valso per un torneo interregionale (Quarta Serie 1957-58 e Cnd 1998-99).

Nel “testa a testa” con Ortona solitamente Lanciano ha avuto la meglio: quando si sono ritrovati nello stesso torneo, i rossoneri sono arrivati 12 volte su 15 davanti ai rivali, e tra queste in 4 occasioni a fine stagione hanno festeggiato il diritto a passare nella categoria superiore (due volte in Serie C, una in Quarta Serie e una in C2); nelle 3 volte che Ortona ha preceduto i rossoneri in classifica, in 2 occasioni ha conquistato la promozione (una in Serie C e una in Serie D).

La Pro Lanciano 1967-68 che fa registrare il successo con lo scarto più ampio sui gialloverdi

Il capocannoniere delle sfide tra Lanciano e Ortona è Enrico Esposito, che tra il 1964 e il 1968 ha segnato 5 reti in 4 diverse partite. Dall’altro lato i migliori marcatori ortonesi sono stati Nicola Ranieri e Tommaso Francescucci, entrambi con 3 gol: il primo le ha fatte tra il 1955 e il 1960, il secondo tra il 1960 e il 1966.

Miglior marcatore in una solo partita è stato Giuseppe Baccilieri, allenatore-giocatore dei rossoneri che nella gara di andata vinta 4-1 nel 1939-40 ha realizzato una tripletta. In quello stesso campionato la gara vinta 0-1 dal Lanciano al ritorno fu decisa da Alfredo Simoncini, centravanti che, con il gol siglato con la maglia dell’Ortona nel 1941-42, è l’unico ad essere andato in rete con entrambe le squadre nelle sfide tra lancianesi e gialloverdi.