Ecco la «Curva Sud Ezio Angelucci»: scoperta la targa allo stadio

Da oggi il nome ufficiale della casa del tifo organizzato rossonero nello stadio Biondi si chiama «Curva Sud Ezio Angelucci»: questa mattina si è svolta la cerimonia ufficiale di intitolazione con Comune, società, tifosi e rappresentanti della famiglia Angelucci, alla quale hanno partecipato un paio di centinaia di persone. Nel video in basso il momento in cui viene scoperta la targa.



Viene scoperta la targa che intitola la #CurvaSud dello #stadio di #Lanciano a Ezio Angelucci 🚩🏴⚽👏👏👏

Un post condiviso da Lancianosport (@lancianosport) in data:

Intitolazione della curva ad Angelucci: appuntamento domenica alle 10:30





L’appuntamento per l’intitolazione della curva Sud dello stadio Guido Biondi a Ezio Angelucci è fissato per domenica 12 novembre alle 10:30. All’ingresso del settore sarà scoperta una targa dopo gli interventi di rappresentanti dell’amministrazione comunale, dei tifosi, della società e della famiglia Angelucci. Saranno disponibili le sciarpe rossonere, prodotte dagli ultras frentani, con la dicitura «Curva E. Angelucci» da un lato e «Lanciano» dall’altra.

Domenica mattina la #CurvaSud dello stadio di #Lanciano vieni intitolata a Ezio Angelucci 👏👏👏👏👏

Un post condiviso da Lancianosport (@lancianosport) in data:

Domenica intitolazione ufficiale della curva Sud a Ezio Angelucci

Ezio Angelucci nei primi anni 2000

Da domenica la curva Sud dello stadio Guido Biondi sarà ufficialmente intitolata a Ezio Angelucci, il presidente del Lanciano scomparso 14 anni fa, che guidò il club rossonero tra il 1983 e il 1987, e dal 1997 al 2003. I dettagli della cerimonia di intitolazione saranno definiti nei prossimi giorni.

La manifestazione dovrebbe svolgersi nella mattinata che precede l’incontro della decima giornata di campionato tra Lanciano e Tre Ville, in programma alle 14:30; oltre ad autorità comunali e rappresentanti della società, è attesa anche la partecipazione della famiglia Angelucci.




La proposta ufficiale per l’intitolazione del settore del Biondi allo storico presidente è stata avanzata circa un anno fa dal gruppo ultras Frentani Non Tesserati, nel corso di una manifestazione organizzata proprio in curva per ricordare Angelucci, che nella storia del calcio lancianese è stato sia il presidente che ha vinto più competizioni sia quello più a lungo in carica.

Sotto la sua dirigenza, durata complessivamente circa dieci anni, i rossoneri si sono imposti nel campionato di Interregionale 1985-86 e nel Cnd 1998-99, nell’Eccellenza 1997-98 e nella C2 2000-2001. Con Angelucci presidente inoltre il Lanciano ha conquistato un Coppa Italia regionale nel 1998 e uno scudetto dilettati nel 1999.

La curva Sud durante una partita del campionato in corso

Ezio Angelucci, il presidente che incoraggiava i calciatori citando Dante

Nel giorno dell’anniversario della morte dell’indimenticato presidente Ezio Angelucci, riproponiamo questo articolo (leggermente modificato) che nel decennale della scomparsa è stato pubblicato sul blog Storie Fuorigioco


Quattordici anni fa Lanciano perdeva il suo storico presidente, Ezio Angelucci. Classe 1933, Angelucci fu a capo del club prima dal 1983 al 1987 e poi dal 1997 al 2003. Legò il suo nome a ben quattro campionati vinti, dallo storico spareggio per la C2 contro il Chieti nel 1986, fino al ritorno nella terza serie nazionale nel 2001, a distanza di 53 anni dall’ultima apparizione dei rossoneri in Serie C.

In bacheca Angelucci mise anche una Coppa Italia regionale nel 1998 e lo scudetto dilettanti nella stagione seguente. Nei giorni immediatamente successivi alla sua morte, a risaltare furono soprattutto i messaggi di cordoglio che arrivarono dalle tifoserie solitamente nemiche di quella lancianese, che nei forum abitualmente frequentati dagli ultras scalzarono le minacce e le offese.




Striscioni vennero esposti in diverse curve: i supporters della Sambenedettese ad esempio si presentarono al “Biondi” con un «Ieri il calcio vero di Angelucci, oggi i loschi affari di Gaucci». Fu un personaggio unanimemente stimato, insomma, legato a un pallone fatto di passione e di attaccamento al territorio. Il suo sogno era bissare il “miracolo Castel di Sangro” in Abruzzo: ci andò vicino con i play off per la B conquistati nel 2001-2002.

La competenza per le questioni strettamente tecniche non gli faceva difetto: Ezio Angelucci era uno che di calcio ne capiva, seguiva la squadra in casa e in trasferta, osservava attentamente allenamenti e amichevoli estive. Gli piaceva rievocare come da giovane amasse cimentarsi tra i pali, e spesso scherzava sugli occhiali che gli avevano impedito di giocare nella Lazio, squadra per la quale simpatizzava negli anni in cui aveva vissuto a Roma.




Ironia della sorte, tra tante scelte impeccabili, scivolò proprio su un portiere che volle fortemente in prima persona! Nell’estate del 2002 visionò alcuni filmati del compianto Alejandro Gustavo Mulet, estremo difensore argentino ex Banfield, che nel 2006 sarà stroncato a soli 37 anni su un campo di calcio da un infarto.

Era convinto che Mulet fosse l’uomo giusto per ritentare la corsa verso i play off, ma il guardameta infilò l’annata storta. Presto l’allenatore Fabrizio Castori cominciò a preferirgli Gabriele Paoletti, in quel periodo diventato famoso suo malgrado perché nel “gioco” delle plusvalenze la Roma lo aveva valutato 22 milioni di euro.

Oltre che uomo di calcio e imprenditore, Ezio Angelucci fu anche uomo di cultura non indifferente, grande appassionato di letteratura e di pittura. Luca Leone, capitano dei successi dell’Angelucci bis e in seguito direttore sportivo della Virtus Lanciano, in un’intervista del febbraio 2012 a Lancianosport, raccontò di quando «una volta venne nello spogliatoio dopo una sconfitta e dopo un po’ si mise a parlare della Divina Commedia. Voleva spronarci, stava parlando del coraggio che serve per vincere: e lo faceva citando Dante».

La coreografia della curva nella prima partita senza Angelucci

Verso Lanciano-San Vito: precedenti e curiosità storiche

Domenica al Biondi il Lanciano capolista riceve il San Vito 83. La sfida tra le due squadre principali di due comuni confinanti è tornata lo scorso anno, a distanza di mezzo secolo, quando la prima squadra cittadina è diventata la Marcianese. Proprio lo scorso anno, alla vigilia della gara di andata tra i rossoneri e i sanvitesi, abbiamo proposto alcuni articoli storici, che di seguito linkiamo.




Virtus-Lampo, la prima sfida tra Lanciano e San Vito nel 1920
Le prime due società sportive di Lanciano e San Vito nacquero quasi contemporaneamente: da un lato la Virtus e dall’altro la Lampo. Proprio tra loro le prime due società giocarono la prima partita ufficiale, nell’abito di una manifestazione sportiva organizzata a Lanciano.




Marino, la camicia nera presidente di Lampo San Vito e Virtus Lanciano
Il primo presidente della Lampo di San Vito fu Marino Marino, che fu anche presidente della Virtus nel suo periodo d’oro, alla fine degli anni ’20, quando era uno dei personaggi di spicco del fascismo locale.




Le sfide tra Pro Lanciano e Sanvitese negli anni ’60
In campionati ufficiali della Figc Lanciano e San Vito si incrociarono per qualche stagione a metà anni ’60, quando i due comuni erano rappresentati calcisticamente da Pro Lanciano e Sanvitese: ecco come finirono quelle sfide.

Demolito dopo novant’anni il primo stadio di Lanciano

I vecchi gradoni di Villa delle Rose erano stati realizzati tra il 1926 e il 1927 per seguire le partite di calcio: saranno ricostruiti ex novo nell’ambito del progetto del cosiddetto Central Park




A novant’anni dall’inaugurazione vengono demoliti i primi spalti costruiti a Lanciano per assistere a partite di calcio. Nelle scorse settimane sono stati infatti smantellati i gradoni di Villa delle Rose realizzati tra il 1926 e il 1927 per dare alla città uno stadio per il football. Al posto della tribuna storica ne verrà realizzata un’altra nell’ambito del più ampio progetto di ristrutturazione della Pista.

I nuovi gradoni saranno rifatti su sette livelli, alti 50 centimetri l’uno, in pietra di apricena per la seduta e porfido per la camminata. La tribuna rinnovata avrà una lunghezza di circa 160 metri e una capienza di 2.400 spettatori. L’opera costerà 300mila euro, e rispetto ai vecchi spalti sarà lunga circa trenta metri di meno dal lato della ferrovia.

La tribuna della Pista demolita nelle scorse settimane

L’idea generale è quella di prolungare, con un successivo lotto di lavori, corso Trento e Trieste fino all’ex calzificio Torrieri, e in seguito forse smantellare il campo di calcio intitolato a Enrico Esposito per realizzarne uno nuovo in sintetico nel quartiere Santa Rita o a Re di Coppe. In questo modo l’intera area, ribattezzata Central Park frentano, sarebbe destinata solo a parco pubblico e zone per iniziative culturali e spettacoli.

Sarebbe uno stravolgimento completo di uno spazio che per decenni è stato destinato invece alle manifestazioni sportive, con l’anello delle corse per i cavalli che ha spesso ospitato anche corse di moto e biciclette, concorsi ippici e gare di atletica.




Il primo storico campo di calcio di Lanciano è stato questo quando il football, agli inizi del ’900, ha iniziato a diffondersi in Abruzzo. È sul terreno di gioco ricavato all’interno dell’ippodromo che la Virtus ha giocato il suo primo campionato ufficiale nel 1925, e perciò qui si è deciso successivamente di realizzare gli spalti.

Dopo il campionato per ’25 il club lancianese è rimasto inattivo per un paio di stagioni. Con la riorganizzazione della società, il Comune ha provveduto anche a dotare la città di un impianto per il calcio che all’epoca, con il suo ampio anfiteatro, era uno dei più scenografici nella regione.

Gli spalti di Villa delle Rose appena costruiti nel 1927

Il campo rimesso a nuovo e gli spalti vennero inaugurati il 18 maggio del 1927, quando «una dozzina di bravi giovanotti della nostra Società sportiva “Virtus”», come riporta una cronaca de Il Giornale d’Italia, «eseguiva in perfetto costume sportivo una interessante partita di foot-ball alla presenza di numerosi spettatori, fra cui anche signore e signorine, che amano passeggiare nelle tarde ore vespertine nel campo delle corse».

Il terreno di gioco con quei era stato addirittura rifatto in erba, una vera rarità all’epoca in Abruzzo: sempre nello stesso articolo infatti si parla del «nostro bello e spazioso campo sportivo, vasto prato tutto ben livellato, che resta al centro del nostro incantevole Campo delle corse».




Altro articolo sul campo sportivo di Villa delle Rose
La Pista campo principale di Lanciano dopo quasi mezzo secolo