La leggenda di Bugugnoli e la vera storia di Catullo

La leggenda di Bugugnoli e la vera storia di Catullo

È passato alla storia del calcio lancianese per un episodio tutt’altro che glorioso: chiamato per tirare rigori, l’hanno mandato via al primo tiro sbagliato dagli undici metri. Questo fino a oggi è stato Bugugnoli: un cognome senza volto né nome per gli sportivi lancianesi. Invece eccola la faccia di Bugugnoli, che di nome si chiamava Catullo, e aveva alle spalle una lunga carriera consumata tra terza serie nazionale e divisione regionale nelle formazioni minori di Milano.

Arriva a Lanciano a metà stagione nel campionato 1938-39, quando la squadra del presidente Giuseppe De Rosa è ancora in lotta per l’ammissione in Serie C, e sta cercando un giocatore per fare il salto di qualità. Viene pescato tra i tanti atleti di secondo piano del Nord, che però hanno esperienza e tecnica per fare ancora la differenza in un campionato meno competitivo quale è la Prima Divisione, torneo regionale da dove fino al Dopoguerra si passa direttamente in C.




Non conosciamo la data di nascita di Bugugnoli, ma di certo arriva da queste parti quando non è giovanissimo, perché nel 1927 è già tesserato per la Edmondo De Amicis di Milano. Nel 1928-29 conquista la promozione in Serie B con la squadra di Vigevano, e in seguito gioca soprattutto nei tornei regionali di Prima Divisione, dove in Lombardia il livello è decisamente più competitivo: ci sono infatti 50 squadre ripartite in quattro gironi, mentre in Abruzzo c’è un unico raggruppamento di dieci formazioni.

In campo Bugugnoli fa vedere buone cose, tanto che viene definito «uno smistatore di classe e d’intuito». Il Lanciano però sta scivolando in classifica, e la società taglia le spese congedando i forestieri, a partire dall’allenatore fiumano Riccardo Signori. La stessa sorte tocca a Bugugnoli, che però è l’ultimo a partire, e nel frattempo mette anche a segno il primo e unico rigore trasformato dai frentani in una stagione disgraziata dal dischetto, persino nelle amichevoli!




Quando l’arbitro concede l’ennesimo penalty durante un incontro casalingo con il Sulmona, dagli undici metri va l’esperto centrattacco lombardo. Il Lanciano è sotto di un gol e manca poco alla fine del primo tempo: sui piedi di Bugugnoli c’è l’occasione per il pareggio. Come si racconta, quel primo tiro Bugugnoli effettivamente lo sbaglia, ma il portiere sulmonese si è mosso in anticipo, e viene disposta la ripetizione. Al secondo tentativo la rete finalmente si gonfia «con una cannonata dal basso in alto»!

È l’unico rigore segnato dai rossoneri in campionato, e anche l’ultima partita di Bugugnoli: la promozione in Serie C è ormai un miraggio, e la società preferisce non spendere più soldi per i forestieri. Il campionato finisce così con i ragazzi di Lanciano a comporre l’undici nelle ultime partite della stagione, e il presidente De Rosa in persona che assume le funzioni di allenatore. Bugugnoli torna nella sua Milano, e viene ingaggiato dal Dopolavoro Caproni, ditta di punta del settore aeronautico la cui squadra, proprio con Bugugnoli in rosa, conquista il primo posto nel suo girone.

Una foto del Lanciano 1938-39 pubblicata sulla Gazzetta: Bugugnoli e al centro nell’ultima fila

Andrea Rapino

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