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Lanciano ospite del Villa 2015 al Valle Anzuca: il ritorno a casa del diesse Paciarella

Domenica i rossoneri affrontano i biancorossi nello stadio dove l’attuale direttore sportivo ha vinto il campionato da tecnico di prima squadra e Juniores: qui ha allenato Del Grosso e Zucchini, e un grande idolo della tifoseria frentana come Damiani

Paciarella allenatore a Francavilla: di fianco a lui, al centro, c’è Franco Giammartino agli esordi come preparatore atletico, oggi alla Roma nello staff di Eusebio Di Francesco

Il Lanciano si presenta domenica al Valle Anzuca con una folta schiera di “quasi ex”. Tra i rossoneri ospiti del Villa 2015 in parecchi hanno infatti frequentato lo stadio di Francavilla in rappresentanza della prima squadra cittadina: da Fabio De Vincentiis, che prima di arrivare a Lanciano è stato presidente dei giallorossi, a giocatori come Petrone, La Selva o Di Gennaro. Il più “quasi ex” di tutti è però il direttore sportivo Tonino Paciarella, originario di contrada Codacchio di Trivento, che a Francavilla vive ed è stato protagonista da allenatore di prima squadra e giovanili.

Paciarella, per lei giocare a Francavilla non è come giocare in un posto qualsiasi.
«È la città nella quale ho scelto di vivere dal 1988 quando lavoravo a Pescara, dove sono nati e cresciuti i miei figli, e dove ho iniziato a fare prima l’allenatore e poi il direttore sportivo».




Come è iniziata la sua esperienza in panchina?
«Dopo che ho smesso di giocare, all’inizio degli anni ’90 avevo preso il patentino per allenare i giovani, e ho avuto l’opportunità di entrare nel Francavilla. Negli anni successivi ho guidato diverse formazioni giovanili, dove tra l’altro ho avuto come giocatore Alessandro Del Grosso, fino ad arrivare alla prima squadra. Esordii nel 1995-96, anno in cui ero il tecnico più giovane dell’Eccellenza: il debutto fu una sconfitta a Ortona e, ironia della sorte, l’ultima partita da allenatore nel 2012 è stata una vittoria con l’Ortona!».

Giusto vent’anni fa si è tolto anche la soddisfazione di vincere la Promozione.
«Ero tornato al settore giovanile, quando Arturo Bertuccioli (allenatore del Lanciano nel girone di andata 1985-86, ndr) si dimise prima dell’inizio del campionato, dopo aver fatto il ritiro. Venivo dalla vittoria sfiorata con la Juniores e conoscevo bene l’ambiente e la rosa, anche perché in organico c’erano molti ragazzi che avevo seguito. Vincemmo la Promozione nonostante il Montesilvano fosse strafavorito: aveva una vera e propria corazzata, nella quale tra gli altri c’era Marco Antinucci, che oggi allena il Villa 2015. Con noi invece c’era Massimo Zucchini, il secondo di Del Grosso che è stato il suo vice anche nel primo anno in cui ha guidato il Francavilla».

L’attuale diesse del Lanciano giovane calciatore del Nettuno, quando nel 1974 viene premiato come miglior portiere del campionato

Il miglior risultato con le giovanili invece qual è stato?
«Nel 2002-2003 abbiamo vinto il campionato Juniores: per questo posso dire di essere stato l’unico allenatore che a Francavilla ha vinto il campionato sia con una formazione del settore giovanile sia con la prima squadra».

In quegli anni ha mai incontrato il Lanciano da avversario?
«Solo una volta, e purtroppo alla fine non è stata un’occasione piacevole: nel 1998-99 volevamo organizzare un’amichevole per festeggiare la nostra promozione e quella del Lanciano, e per dare più prestigio coinvolgemmo il Pescara che stava lottando per la Serie A. Il primo tempo si giocò tra Lanciano e Francavilla, ma purtroppo nel secondo tra Lanciano e Pescara ci fu quel brutto scontro di gioco tra Colavitto e Terracenere e il triangolare fu sospeso».




Il passaggio dalla panchina al ruolo di dirigente come è avvenuto?
«Nel 2012 a Francavilla si stava formando una nuova società e mi è stato chiesto di dare una mano. Mi proposero di fare l’allenatore, ma accettai solo un incarico a termine per tre mesi: l’ultima partita fu proprio quella con l’Ortona cui accennavo prima. Quando poi nel 2014 arrivò De Vincentiis a Francavilla mi diede l’opportunità di fare il direttore sportivo».

Il trasloco a Lanciano come è maturato?
«Io avevo saputo dell’operazione quando era già stato tutto avviato. Alla proposta di De Vincentiis di venire qui ho accettato subito sia perché conoscevo l’ambiente dal punto di vista sportivo, visto che seguivo il Lanciano quando era in C e in B, sia perché questa è una piazza di grande importanza, che va al di là della categoria».

Il Francavilla festeggia la vittoria del campionato di Promozione nel ’99: tra i giocatori alzano l’allenatore, sulla destra, c’è Zucchini

La presidenza De Vincentiis a Francavilla iniziò proprio con la coppia Del Grosso-Zucchini che centrò i play off di Eccellenza: come si è riformata qui a Lanciano?
«Zucchini era rimasto sempre nello staff come secondo dopo la partenza di Del Grosso, ed era ormai praticamente parte integrante del nostro gruppo. In realtà qui inizialmente avevamo pensato di puntare su Silvio Paolucci, poi andato alle giovanili della Ternana. Del resto un anno fa era impensabile proporre a un tecnico come Del Grosso, che veniva da una finale play off in D, di scendere in Promozione… che addirittura poi è stata Prima Categoria! Però ho iniziato a pungolarlo, e scherzando scherzando alla fine gli ho fatto seriamente la proposta che lui ha accettato. Il presidente è stato contentissimo di riaverlo qui insieme a Zucchini».

Difficile non essere contenti di quanto fatto nell’ultimo anno.
«La società, partendo da zero, ha fatto passi da gigante in tutto: dalle giovanili alla prima squadra passando per tutti gli aspetti organizzativi, grazie anche a un presidente che è una persona inesauribile. Questo è il primo aspetto e il più importante: anche un’ottima squadra, se non ha una grande società alle spalle, rischia di non raggiungere gli obiettivi; ma una buona squadra, se dietro ha un’ottima società, ha più possibilità di fare bene».




Il Lanciano è partito fortissimo: se lo aspettava?
«Diciamo innanzitutto che finora non abbiamo fatto nulla, perché sono solo due partite. Non sono sorpreso del fatto che siamo partiti forte, ma allo stesso tempo non do nulla per scontato. Il nostro è un organico di qualità e ampio, con fuori quota all’altezza: abbiamo una rosa molto competitiva non solo per questa categoria, e una società superorganizzata. Sicuramente sono ottimista, ma stiamo attenti a non peccare di presunzione e non diamo niente per scontato: il campionato bisogna giocarlo tutto fino in fondo, come del resto è stato l’anno scorso».

Chi può dare più fastidio ai rossoneri per la corsa verso l’Eccellenza?
«Ci sono diverse squadre forti, come il San Salvo, il Casalbordino o ad esempio il River che abbiamo battuto domenica scorsa: anche se ci abbiamo vinto, restano una formazione competitiva, con un allenatore giovane e bravo, e penso che fino alla fine lotterà al vertice. E non dimentichiamo le sorprese: come quel mio Francavilla lo è stato allora, può venirne fuori una oggi, e quindi non bisogna mai abbassare la guardia».

Paciarella premia Alessandro Damiani a Francavilla, dove l’ex centravanti del Lanciano ha giocato fino al 2004: nel 2004-2005, dopo il ritiro con i giallorossi allenati da Paciarella, fu ceduto all’Ortona

La rosa è cambiata pochissimo rispetto all’anno scorso: pensa che, nel caso arrivi il salto di categoria che tutti si augurano, si procederà su questa linea?
«Oggi è prematuro pensare al futuro in questi termini: dobbiamo concentriamoci sull’attualità. È naturale che la mente di un direttore sportivo ragioni in prospettiva, o quantomeno sull’immediato futuro. Ma questi pensieri non devono sfiorare nessuno: certo, abbiamo già calciatori pronti per la divisione superiore, ma ora pensiamo a questo campionato e basta».

In questo bisogna ripetere quanto avvenuto nella scorsa stagione.
«L’anno scorso ci siamo calati nella categoria, che era la cosa più importante. La Prima era una realtà che molti non conoscevano: basti pensare che tanti dei nostri stanno giocando per la prima volta la Promozione. Un anno fa lo abbiamo fatto alla grande e quest’anno deve essere la stessa cosa: facciamo questa Promozione e pensiamo a farla bene, ché poi il resto verrà da sé. Pensare ora a quello che sarà o potrà essere fra un anno è un lusso che non possiamo permetterci».




Il direttore sportivo in occasione della presentazione della nuova società nel giugno 2017

Centro Sportivo Frentano a Treglio per le giovanili del Lanciano: presentato il progetto

Questa mattina a Treglio è stato presentato il progetto per la realizzazione del Centro Sportivo Frentano, che verrà realizzato dal Lanciano del presidente Fabio De Vincentiis in seguito alla convenzione sottoscritta con il Comune di Treglio.




Il nuovo Centro nascerà intorno all’attuale campo Massimo Gargarella, che continuerà a portare il nome del capitano della squadra di Treglio venuto a mancare 18 anni fa. Il terreno verrà però rifatto in erba naturale, gli spogliatoi adeguati e ampliati, la tribuna migliorata con seggiolini. Saranno costruiti, da un lato e dall’altro della tribuna, campo da calcio a 5 e un’area per allenamenti. Un ampio parcheggio occuperà la zona dietro la porta alla destra dell’ingresso.




L’investimento del Lanciano Calcio sarà di circa 280mila euro, e i lavori, secondo i piani del club, dovrebbero concludersi entro un anno. Il Centro Sportivo verrà destinato principalmente ad allenamenti e partite delle squadre giovanili e, secondo la convenzione ventennale con il Comune di Treglio, potrà essere utilizzato anche da scuole e squadra del paese.

La presentazione del progetto con il presidente De Vincentiis, il direttore generale rossonero Giancarlo Micolucci, il sindaco di Treglio Massimiliano Berghella e il responsabile per le relazioni esterne del Lanciano Fabio Lombardi

De Vincentiis: «La Selva la nostra prima scelta»





«Andrea La Selva sarà l’unico innesto non fuori quota di quest’anno: deve essere il valore aggiunto di una squadra già forte e consolidata, che ha un attacco di alto livello e un centrocampo e una difesa altrettanti forti»: il presidente del Lanciano, Fabio De Vincentiis, così presenta l’acquisto dell’attaccante che appena ieri ha firmato per il club rossonero.

La presentazione di La Selva nella sala stampa del Biondi

«È stato la nostra prima scelta: se avessi potuto, lo avrei portato qui già a dicembre quando abbiamo preso Daniele Avantaggiato», ha aggiunto De Vincentiis, «puntiamo su di lui in maniera convinta per far crescere il Lanciano: lo abbiamo tenuto nascosto fino ad ora perché c’erano dei problemi per il tesseramento, e si è liberato solo due giorni fa».




La Selva era infatti sotto contratto con il Pomezia, club dell’Eccellenza laziale che nella scorsa stagione lo ha mandato in prestito prima a Sambuceto e poi a Miglianico. Qui, arrivato con la squadra che aveva appena 8 punti, ha contribuito alla salvezza che i gialloblù hanno conquistato ai play out.

Il presidente De Vincentiis con il nuovo attaccante rossonero

«Preferisco puntare su giocatori giovani, di prospettiva, che hanno ancora una carriera davanti», ha chiosato il presidente, «non per niente in ritiro da lunedì ci saranno anche tre o quattro classe 2002, ai quali vogliamo far iniziare a respirare l’aria della prima squadra».



Avantaggiato pronto a firmare per il Lanciano





Daniele Avantaggiato, ex Cupello con trascorsi in Serie C1 e C2, sta per diventare un calciatore del Lanciano. Centrocampista classe 1989, Avantaggiato oggi ha seguito la squadra a Guardiagrele, e prima della partita con l’Orsogna si è allenato sul terreno di gioco del Tino Primavera.

A rassicurare sull’arrivo in rossonero del centrocampista è stato anche il presidente Fabio De Vincentiis: «La prossima settimana metteremo tutto nero su bianco», ha affermato il presidente, «da martedì credo che tutto dovrebbe essere definito».

Avantaggiato si allena prima di Orsogna-Lanciano

A Guardiagrele oggi ha già esordito Gianluca De Santis, esterno sinistro che in estate aveva svolto il ritiro col Lanciano, anch’egli in forza al Cupello nella prima parte della stagione.

Per quanto riguarda invece il mercato in uscita, De Vincentiis ha escluso per ora cessioni: «I ragazzi sono ben felici di vestire la maglia rossonera», ha tagliato corto il presidente, «non penso che ci sia qualcuno che voglia andar via».




De Vincentiis: «Da parte nostra piena disponibilità per disputare il derby al Biondi»

«Per il derby della settimana prossima mi auguro che si trovi una soluzione al più presto possibile per quanto concerne il campo in cui si giocherà»: al fischio finale di Lanciano-Tre Ville il presidente rossonero Fabio De Vincentiis è già proiettato alla stracittadina che fra sette giorni vedrà la sua squadra opposta all’Athletic Lanciano, terza forza del campionato dopo il decimo turno.

La squadra sotto la curva al termine di Lanciano-Tre Ville

Al momento non è ancora certo dove si giocherà l’incontro che sarà ospitato dall’Athletic, il cui campo per le gare casalinghe è l’Enrico Esposito. L’impianto però appare inadeguato, anche per i lavori in corso che al momento non consentono l’utilizzo della tribuna di Villa delle Rose, in via di ristrutturazione. Il Biondi è quindi una delle possibili sedi del derby.




«Non conosco nessuno dell’altra società e la decisione spetta a loro», ha affermato De Vincentiis in sala stampa dopo l’incontro di oggi, «noi come Lanciano Calcio, di comune accordo con l’amministrazione comunale, abbiamo dato la piena disponibilità a giocare la stracittadina al Biondi. Ad oggi, comunque, non ho risposte sull’argomento».

I tifosi con uno striscione esposto per ricordare Ezio Angelucci

«La vittoria col Tre Ville è stata il giusto coronamento alla meravigliosa giornata iniziata con l’intitolazione della curva sud al presidente Ezio Angelucci», ha poi sottolineato il patròn rossonero, «sono assolutamente soddisfatto della risposta dei tifosi alla cerimonia, e della presenza del sindaco e dell’assessore allo sport: non in tutte le realtà c’è questa grande partecipazione, e questo fa capire quanto conti il calcio in questa città».

«Complimenti al Tre Ville», ha detto invece il presidente dell’avversario di turno, «hanno trovato la prima vittoria domenica scorsa e sono in crescita: infatti devo dire che anche oggi hanno ben figurato contro di noi».

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De Vincentiis elogia le prove dei ’97 e ’98: «Segno che stiamo lavorando alla grande»

«Felice della vittoria contro una squadra molto ostica e peraltro su un campo più stretto rispetto al nostro, oltre che con un fondo diverso: fondamentale in tal senso il lavoro del mister in settimana»: il presidente Fabio De Vincentiis commenta così la vittoria in extremis ottenuta dal Lanciano in casa dell’Atletico Cupello.




«Domenica dopo domenica scorgo una maturità maggiore da parte del pubblico», sottolinea inorgoglito il presidente, «è evidente che la tifoseria stia crescendo di pari passo con noi, e oggi i nostri supporters sono stati davvero determinanti per il risultato. Queste vittorie sono quelle che mi piacciono di più», aggiunge il patròn rossonero, «anche perché possiamo capire quali sono i nostri limiti e migliorarli nel corso del tempo».




«Faccio i complimenti all’allenatore per come ha gestito i cambi e per aver inserito Alex  Cianci nel momento in cui probabilmente avrebbe potuto dare il maggiore apporto», conclude De Vincentiis, «giocatori come lui e Lorenzo Sardella, due ’97 che si contendono la classifica marcatori interna, o Filippo Boccanera che è un ’98 e ha propiziato il gol con una galoppata sulla destra, sono le radici che dobbiamo coltivare per costruire il nostro futuro: sono segno che si sta lavorando alla grande».

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Il presidente De Vincentiis: «La curva nuovamente unita era una mia priorità»

«Mi sono battuto per riavere la curva tutta unita: abbiamo lavorato, noi e i tifosi, per far sì che questo accadesse»: il presidente del Lanciano Fabio De Vincentiis commenta entusiasta il ricompattamento delle fazioni frentane nel settore caldo dello stadio.

«Devo essere sincero, non mi aspettavo che dopo soli quattro mesi si tornasse come ai vecchi tempi, ma evidentemente questo fa capire che si ha a che fare con persone intelligenti», sottolinea il presidente, «il tifo organizzato nella partita col Fresa è stato meraviglioso: hanno continuato a cantare anche a fine partita».




«L’effetto “diesel” nei primi minuti è una cosa che ci ha caratterizzato diverse volte in questo inizio di campionato, diciamo che se i risultati poi sono questi mi va più che bene», dice poi il patròn a proposito della gara, «credo che possa dipendere anche dalla mole fisica di alcuni nostri elementi, ad esempio Francesco Di Gennaro e Mario Quintiliani».

«Questi risultati così larghi», chiosa De Vincentiis, «sono il frutto della voglia e della fame che abbiamo coltivato in estate e che continuiamo a nutrire in questi mesi: un esempio lampante è il gol di Scudieri, un difensore, che in pieno recupero e col risultato già in cassaforte ha dimostrato come questi ragazzi abbiano le motivazioni giuste per fare qualche cosa di grande».

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Il dopo partita di Lanciano-Paglieta: le dichiarazioni di giocatori, allenatore e presidente

Petrone che festeggia il primo gol sotto la curva e Sardella che passa in testa alla classifica marcatori di squadra. Del Grosso: «Mentalità propositiva e votata all’attacco». De Vincentiis: «Bene per i tifosi il neutro di San Salvo»


«Segnare sotto la curva sud è stata una grande emozione, e sono onorato dall’ovazione del pubblico alla mia uscita dal campo»: commenta così il suo primo gol con la maglia del Lanciano il centrocampista Antonio Petrone, che oggi al Biondi ha sbloccato la gara con il Paglieta.

«In generale sono felice della prestazione collettiva: a centrocampo abbiamo fraseggiato meglio di altre volte e questo ci ha permesso di creare moltissime palle gol», aggiunge Petrone, «a San Salvo (il Lanciano ci giocherà sabato con il Roccaspinalveti, ndr) mi aspetto una trasferta dura contro una squadra tosta: dovremo dare il massimo per portare a casa altri tre punti fondamentali».




Il capocannoniere rossonero Lorenzo Sardella si sofferma sulla prestazione di squadra, strizzando l’occhio alla classifica marcatori: «Sono contento dei complimenti rivolti a me, ma mi concentro sulla partita della squadra», dichiara l’attaccante, «era importante vincere e farlo bene, quindi siamo riusciti nel nostro intento».

«I gol naturalmente fanno piacere», aggiunge Sardella, «si prova a segnare il più possibile e, se alla fine dovesse arrivare anche il riconoscimento della classifica marcatori, sarei solo più contento: come ho detto però non è una mia priorità».

«L’unico problema da ora a fine campionato potrebbe essere causato solo da noi stessi», afferma invece l’allenatore Alessandro Del Grosso, «naturalmente tutte le partite vanno giocate col massimo rispetto degli avversari, ma se si continua a lavorare in questa direzione non si può che migliorare».

Al tecnico rossonero non sono piaciute alcune entrate degli avversari, soprattutto sul finale di partita: «Il tackle duro ci sta e ci sta anche il cartellino», taglia corto Del Grosso, «ma credo che oggi in alcuni casi si sia esagerato: ad esempio Shipple sull’ultimo fallo ha rischiato di rompersi la tibia… aveva il calzettone bucato dai tacchetti dell’avversario! Entrate del genere hanno poco senso: ce ne sono state alcune anche a palla lontana, come ad esempio un calcio rifilato a Cianci sulla fascia».




«La cosa che più mi ha soddisfatto è stata la mole di palle gol prodotta: il punteggio poteva essere anche più largo e abbiamo fatto i conti con la sfortuna visti i legni colpiti», conclude poi il tecnico, «cerco di dare ai ragazzi una mentalità propositiva, votata all’attacco e a tenere in mano il pallino del gioco senza rintanarsi nella propria metà campo».

Anche il presidente Fabio De Vincentiis è ovviamente molto soddisfatto della partita e della prestazione: «Credo che oggi sia stata la miglior gara fino ad ora: abbiamo espresso un gioco spettacolare e non abbiamo concesso nulla», dice raggiante De Vincentiis, «questa cornice di pubblico anche in partite non “di cartello” mi fa impazzire: come dico ogni volta, dobbiamo lavorare sempre più duramente per questi fantastici tifosi che non smettono mai di incitarci».

Sabato i rossoneri saranno di scena a San Salvo: «Spero che i nostri supporters ci seguano in massa anche in questa trasferta. Andare a Roccaspinalveti», spiega il patròn, «poteva rappresentare un problema per noi e per i nostri tifosi, quindi sono felice che ci abbiano messo a disposizione lo stadio Bucci».

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De Vincentiis: «Questo pubblico è il motivo per cui sono venuto qui»

Il presidente del Lanciano dopo il terzo successo consecutivo: vittoria importante, stiamo lavorando bene. Giudizio positivo sui giovani


«La risposta del pubblico è stata ancora una volta straordinaria: se nella prima partita si era spinti dalla curiosità per un qualcosa di nuovo, con il San Vito si è visto quanto la città ami questi colori e questa squadra»: il presidente del Lanciano Fabio De Vincentiis è raggiante dopo il terzo successo dei rossoneri, ma soprattutto si esalta per la risposta della tifoseria, stimata intorno alle 1.800 presenze per la seconda gara interna stagionale.




«Non è una novità: la vicinanza dei tifosi è uno dei motivi che mi ha maggiormente incentivato a investire nel Lanciano», sottolinea De Vincentiis, «è sicuramente una grandissima soddisfazione vedere lo stadio pieno, anche perché tutto ciò che noi facciamo in settimana è un lavoro destinato a soddisfare e a far gioire i nostri tifosi».




«Col San Vito è arrivata una vittoria importante: il nostro processo di crescita sta trovando la giusta continuità», continua il presidente, «la squadra sta dimostrando il suo valore e lo staff sta lavorando come ci aspettavamo: la partita è stata quasi perfetta, non abbiamo mai subito».




«È difficile parlare di difetti, ma se proprio vogliamo trovare qualcosa di migliorabile diciamo che bisognava essere più concreti sotto porta, soprattutto nel primo tempo», aggiunge De Vincentiis, «va detto però anche che le squadre che ci affrontano giocano tutte la partita della vita dando il 110%, ma alla lunga però si vede l’enorme potenziale fisico, oltre che tecnico, che abbiamo a disposizione: difficile per gli avversari resistere per più di 90’ contro una squadra che, oltre ad avere il Tarquini di turno davanti, si allena 5 volte a settimana col massimo della professionalità».




Il presidente non manca di spendere una parola per i ragazzi aggregati alla prima squadra: «L’esordio dei giovani è un altro dei frutti che stiamo raccogliendo dal grande lavoro che si fa in settimana», afferma il massimo dirigente rossonero, «sia La Morgia sia Vitali sono dei giovani molto promettenti, con grandissimi margini di crescita».

LA PARTITA DEL LANCIANO COL SAN VITO 83
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De Vincentiis: «Di Gennaro ha rotto gli equilibri; tifosi fantastici per 90 minuti»

Le dichiarazioni del presidente del Lanciano dopo la vittoria all’Aragona: soddisfazione per le scelte del tecnico e per il pubblico al seguito

Il presidente del Lanciano in sala stampa dopo la gara

Presidente, come commenta questa vittoria all’Aragona?
«Anche oggi abbiamo visto che nessuno regala niente: come nella vita, tutto ciò che si vuole ottenere bisogna guadagnarselo! Il Lanciano ha sudato sette camicie per vincere la partita, e dovrà essere così fino al termine del campionato».




Pure in trasferta grande risposta dei tifosi.
«Il pubblico è stato fantastico fin dal giorno del mio insediamento: ringrazio gli oltre 200 tifosi giunti qui all’Aragona perché sono stati fantastici a sostenere la squadra per tutti i novanta minuti».

De Vincentiis saluta i lancianesi presenti nella curva Tobruk prima della partita

Cosa pensa delle modifiche a partita in corso?
«Il cambio di ruolo di Shipple è qualcosa a cui sono abituato. Conosco il giocatore e so perfettamente che può occupare ogni ruolo sulla catena di sinistra. Oggi era giusto spostarlo leggermente più avanti. Quanto a Di Gennaro direi che non ha bisogno di presentazioni: ha rotto gli equilibri della partita facendo due assist meravigliosi per Sardella che in area è infallibile».




Una chiosa sul futuro?
«Le mie sono sempre grandi ambizioni. Mie come del mio staff: tutti insieme stiamo lavorando per fare qualcosa di grande, e un passo alla volta ce la faremo».

L’ARTICOLO SU VASTO MARINA-LANCIANO 0-2
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